Milla bimba transgender, la sua storia in timelapse

Milla, giovane bimba transgender di 9 anni sta percorrendo il cammino della transizione con il supporto della sua famiglia, nata femmina si sente un maschio dal punto di vista emotivo e cerebrale

Milla con sua madre Renée via BuzzFeed

Ha fatto il giro completo del web la storia della piccola Milla fino a giungere ai media più importanti, lo stesso Huffington Post racconta la sua crescita delicata ma ricca di forza emotiva. La bambina nata 9 anni fa sta mutando la sua condizione fisca, interiore ed emotiva verso la dimensione maschile, è a tutti gli effetti una transgender. La famiglia, fondamentale in questo suo percorso decisivo di vita, non ha posto freni o paletti, neppure impedito l'esternazione del vero io ma piuttosto sostenuto questo cammino che la porterà a diventare un maschio. La madre stessa, Renée Fabish, attraverso la sua pagina Facebook ha pubblicato un video per mostrare la vicinanza dell'intera famiglia, l'evoluzione e quindi la crescita della figlia.

Queste fotografie che ho messo insieme vogliono spiegare i cambiamenti che sta vivendo Milla e la nostra famiglia. Ora più che mai ha bisogno di un supporto!

Genitori di un'altra bambina Renée e suo marito, 9 anni fa, accolsero con gioia la scoperta della nuova gravidanza e l'arrivo di Milla. La figlia, cresciuta in un ambiente positivo e sereno, intorno ai due anni iniziò a rivolgersi a se stessa al maschile indossando solo abiti da bambino. Secondo molti era solo una fase legata alla crescita personale, che la famiglia non ha mai ostacolato ma accolto con tranquillità. Ma intorno ai sei anni Milla definì apertamente il suo discatto dagli abiti femminili, rifiutandoli completamente, per poi supplicare la madre di tagliarle i lunghi capelli biondi. Renée accettò la richiesta e la bambina riguadagnò il sorriso e la felicità. Con il tempo però, quella che poteva avere i contorni labili e impalpabili di una fase, divenne una realtà quotidiana. La necessità di essere maschio, il disagio di sentirsi imprigionata all'interno di un corpo che non sentiva suo, rese Milla sempre più infelice gettandola nello sconforto e nella sofferenza. Queste le parole della madre:

Un giorno Milla è venuta da me in lacrime chiedendomi se ci fosse una medicina in grado di trasformarla in un maschio e piano piano ha iniziato ad essere depressa. Ogni sera andava a letto in lacrime.

La famiglia ha quindi deciso di rivolgersi a degli specialisti che potessero effettuare dei controlli medici, l'esito ha confermato una disforia di genere nota anche come disturbo dell'identità di genere e abbreviata in DIG. Non un problema genetico e neppure qualcosa imposto dall'ambiente circostante, chi vive la DIG sente una forte e persistente identificazione nel sesso opposto a quello di nascita. La persona vive il suo genere biologico come non allineato con ciò che vive nell'animo, nel caso di Milla è nata femmina ma il suo cervello la identifica come un maschio.

Per questo i medici hanno consigliato di avviare il prima possibile il proceso di transizione, perciò la famiglia ha subito messo in pratica le indicazioni rivolgendosi alla bambina al maschile. Nulla è cambiato per la piccola e per il suo nucleo familiare, che continua ad amarla nello stesso modo permettendole di essere se stessa. L'unica cosa che si è modificata sono i pronomi, per il resto tutto viene affrontato con la stessa dinamica e positività. La stessa Milla, che a scuola si è sentita offesa ed è stata vittima di bullismo misto a cattiveria, ha deciso di mostrarsi per ciò che è e per come si sente nell'animo, facendosi conoscere come ragazzo. La madre Renée ha così specificato:

Come mamma e papà, ci proponiamo di amare incondizionatamente i nostri figli. Una percentuale spaventosa della comunità transgender soffre di problemi psicologici legati all'accettazione di sé e al fatto di venire presi in giro ogni giorno. Molti tentano il suicidio o si fanno del male. Noi vogliamo lasciare che Milla rimanga fuori da queste statistiche

Il video che mostra il percorso affrontato da Milla con il sostegno della famiglia, e ora anche del web, ha ricevuto 6.986.836 visualizzazione e un'infinità di condivisioni. Si conclude con un messaggio importante ovvero che ognuno combatte una battaglia personale di cui nessuno è a conoscenza, per questo è sempre importante dimostrarsi gentili.