Una nazione solo per dominatrici e schiavi?

Una nazione per dominatrici e schiavi, con le donne ai vertici della gerarchia sociale: prende le mosse dall'Other World Kingdom, una micronazione esistita nella Repubblica Ceca, l'ultima delle analisi sul fetish

Una vera e propria nazione dedicata interamente a dominatrici e schiavi è possibile? È questo che ci si chiede in un recente podcast della versione statunitense dell'Huffington Post, che prende spunto da un articolo di marzo di Good Magazine, scritto da Mark Hay. Nell’articolo si è parlato del cosiddetto “The Other World Kingdom”, ovvero Il Regno dell’Altro Mondo: una sorta di micronazione, situata nella Repubblica Ceca, in cui le donne sono rimaste ai vertici della società perché dominatrici. Gli altri abitanti dello stato, invece, avrebbero avuto il ruolo di schiavi.

Questa società è nata nel 1996 e si è sviluppata in alcuni palazzi del XVI secolo nella città di Cerna. Chiaramente, lo stato in questione non è riconosciuto, ma ha propri passaporti, polizia, tribunali e perfino una propria bandiera e inno nazionale. Nel 2008, però, la micronazione è stata messa in vendita per ben 8 milioni di euro, con l'idea di creare un complesso ricettivo.

Il podcast parte proprio da questo per chiedersi se, in effetti, un gruppo fetish possa creare e sostenere una vera e propria nazione. La dominatrice Lady Femina e suo marito Tony hanno compiuto diverse incursioni in questo regno molto particolare: se l'idea comune è quella di immaginare catene e antri oscuri e umidi, non è l'immaginario che lo stato rappresenta. La micronazione è basata su una forte componente femminile e, sebbene il sesso sia una sua caratteristica fondamentale, non è la sola: oltre all'erotismo, si svolge all'interno del regno una vita normalissima. Unica eccezione è la piramide gerarchica che comprende ai vertici la "regina" e, poco più in basso, le altre dominatrici. Alla base della piramide ci sono gli schiavi.

Si tratta di un interrogativo interessante quello relativo all'utopia fetish, ma non ci si deve far ingannare dal termine «schiavo». Poiché è un concetto limitato al sesso, quindi consapevole, consenziente e nettamente differente dal termine nella sua accezione comune, che è fortemente negativa. Ma soprattutto è interessante, per coloro che sono avvezzi a queste pratiche, l’idea di una nazione in cui il pregiudizio non esista e le persone possano vivere la loro sessualità come una norma, non come l’eccezione.