Online si mangiano banane troppo sexy, la Cina le vieta

In Cina è vietato mostrarsi in webcam con vestiti troppo audaci o con intenzioni disdicevoli, come mangiare una banana con fare sensuale

Il Ministero della Cultura cinese vuole porre un freno al malcostume dilagante sulla rete: i siti di streaming vengono quotidianamente monitorati per controllare che non vi siano giovani fanciulle che, mentre conversano con degli uomini, consumino anche uno spuntino a base di banana per la precisione. Frutto che spesso viene associato al simbolo fallico, secondo Pechino verrebbe gustato in maniera troppo seducente, come gioco non molto sottile del dire e non dire tra utenti della rete cinese.

Un certo numero di siti è già sotto osservazione da parte del Governo che ha avviato una campagna contro i contenuti erotici e pornografici o violenti, considerati pericolosi per la morale della società cinese. La tv di Stato CCTV ha segnalato che il Ministro della Cultura ha esteso le ispezioni censorie anche al vestiario indossato dalle fruitrici delle webcam, pronto ad intervenire nel caso in cui venissero mostrati reggicalze o trama di pizzo. Molti cinesi, soprattutto giovani, apprezzerebbero particolarmente queste ragazze che, senza spingersi in atti prettamente sessuali, li riporterebbero alla mente con atteggiamenti sensuali.

Questo ultimo divieto però non è andato giù a molti che, provocatoriamente, avrebbero obbiettato sul metodo appropriato per distinguere il consumo del frutto dall’uso improprio che invece qualcuno ne fa; curiosamente, non scatenò invece molte reazioni lo stesso divieto, esteso ai luoghi di lavoro, quando venne annunciato in Finlandia nel 2011. Nel frattempo nelle comunità online cinesi si sarebbe già diffuso il panico a causa della notizia che l’AIDS si potrebbe contrarre mangiando le banane; voce frutto di disinformazione dovuto a un fraintendimento tra agricoltori e consumatori: l’Accademia delle Scienze di Hainan ha infatti precisato che la xanthomonas wilt (BXW), detta appunto AIDS delle banane, è una malattia comune per le Musaceae ed è potenzialmente letale, ma solo per le piante.