Quando il cibo diventa dipendenza. Il cervello ci dice quando mangiare

Una nuova ricerca mette in relazione il desiderio di piatti golosi e le relazioni neurali

C'è una ragione per cui dimagrire è così complicato. Una ragione che spiega bene una ricerca spagnolo, secondo cui il cibo, per chi è già in sovrappeso, innesca nel corpo dei meccanismi molto simili a quelli provocati dall'assunzione (e dalla mancanza) di stupefacenti.

Mangiare o pensare a un pasto goloso dà il via a un processo nervoso che non è poi molto diverso da quello che avviene a chi fa abuso di alcol o usa droga. Accumulare chili, quanto si attiva questo "circuito" diventa molto più facile.

I dati arrivano da test condotto sull'uomo, diversi da quelli che finora si erano portati avanti su topolini o altre cavie da laboratorio. Una risonanza magnetica mentre ai soggetti campione venivano mostrate immagini di cibo ha portato i ricercatori a mappare le aree del cervello "accese" dalle fotografie. E comprendere meglio che cosa accade nella nostra testa in quel momento.

A illuminarsi sono le zone legate alla gratificazione. Il risultato è che si tenta a cercare nuovamente le sensazioni che derivano dal mangiare un trancio di pizza o un pezzo di torta. "L'aumento dell'indice di massa corporea" in chi è stato sopposto all'esperimento, aggiungono i ricercatori, si poteva prevedere dalle reazioni cerebrali.

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Commenti

paolonardi

Ven, 29/01/2016 - 21:16

Le solite ricerche pseudo-scientifiche che vorrebbero fimostrare l'infimistrabile come l'autismo legato alle vaccinazioni, la dannosita' delle carni, lo zucchero uguale a cocaina e via cazzeggiando. La statistica e', se ben fatta, una cosa seria su un campione rappresentativo ed omogeneo e non "a pene di segugio" come sembrerebbe quella riportata nell'articolo.