Il vostro collega mangia in modo rumoroso? Voi siete un genio...

L'incapacità di sopportare i suoni secondari oppure un commensale troppo rumoro mentre mangia una mela potrebbero non essere segnali di intolleranza, ma piuttosto nascondere una predisposizione alla genialità e alla creatività.

Secondo alcuni studi l'eccessiva sensibilità al suono potrebbe celare una mente geniale, in particolare nei confronti dei rumori secondari e le informazioni sensoriali irrilevanti. Come ad esempio al cospetto di un collega o una persona che addenta una mela o prende delle chips da un sacchetto, producendo così un fastidioso trambusto di sottofondo. Questa forse potrebbe essere la prova della creatività e genialità di Charles Darwin e Anton Cechov, incapaci di filtrare accuratamente i suori esterni. Lo stesso Marcel Proust aveva confessato di utilizzare tappi di sughero per le orecchie, così da isolarsi nel silenzio più totale durante la fase lavorativa e creativa. Questa sorta di particolarità e distrazione, è riconducibile alle funzioni involontarie del cervello ed è nota come leaky sensory gating. Ciò che accade realmente è l'incapacità di filtrare ciò che non serve assorbendo informazioni irrilevanti che potrebbo disturbare, ma al contempo spostare l'attenzione conducendo verso la creatività personale.

Le persone colpite da questo genere di afflizione nei confronti dei rumori esterni sono in realtà predisposte al pensiero creativo, perché in grado di concentrarsi su più fronti contemporaneamente. Un'attitudine incredibile che spinge a pensare in modo anticonvenzionale e fuori dagli schemi. Una ricerca e uno studio effettuato su 100 persone, e pubblicato sulla rivista Neuropsychologia, ha mostrato le reazioni nei confronti dei rumori secondari e il parallelismo con il pensiero di tipo creativo. A fronte di alcuni scenari le persone interpellate dovevano fornire una serie di soluzioni originali, così da misurare la loro realizzazione creativa nel mondo reale. La componente sonora, i rumori esterni assorbiti hanno inciso sul responso e sul livello di originalità delle soluzioni fornite.

Probabilmente anche lo stesso Franz Kafka mal digeriva i suoni imposti dal mondo esterno, ne è una riprova la sua incredibile genialità. Per questo l'incapacità piuttosto diffusa di sopportare i rumori molesti prodotti da un commensale troppo chiassoso, potrebbero non essere segno di poca tolleranza ma piuttosto di una genialità inespressa. Come evidenziato anche da Darya Zabelina, studentessa di psicologia presso la Northwestern University in Illinois:

Se incanalati nel modo e nella direzione giusta queste attitudini e sensibilità possono rendere la vita più ricca e significativa, garantendo esperienze più sottili e delicate