Wenefreda

Nel Galles la chiamano Gwenfrewi. Visse nel VII secolo ed era figlia di Teuyth, un ricco signore guerriero dell'antica Tegeingl (che oggi si chiama Clwyd). Il fratello di sua madre era s. Beuno, che per un certo periodo soggiornò presso la famiglia di Wenefreda. L'ispirata parola del santo soggiogò la ragazza, che progettò di consacrarsi. Quando suo padre donò al cognato una terra su cui costruire una cappella, s. Beuno si congedò e diede avvio ai lavori. Nel frattempo, però, si era presentato il giovane Caradoc, un guerriero di Hawarden, a chiedere la mano di Wenefreda e il permesso di corteggiarla. Solo che la fanciulla non ne voleva sapere. Dopo l'ennesimo rifiuto, l'infuriato Caradoc inseguì Wenefreda fino alla cappella di Beuno e la tagliò la testa. Secondo la tradizione, la terra si spalancò e inghiottì l'omicida, mentre nel punto in cui era caduta la testa di Wenefreda sgorgò una sorgente. Intanto era accorso il santo che, visto il misfatto, si era messo subito a pregare per la nipote. Nel cercare di ricomporre il cadavere avvicinò la testa al busto e, miracolo, questa si riattaccò perfettamente. Wenefreda si rialzò risuscitata. Dell'avvenuto, le rimase solo una cicatrice lungo il collo. Dopo la morte dello zio, Wenefreda si fece monaca a Gwytherin, dove sorgeva un monastero doppio, la cui parte maschile era retta dall'abate Elerio. Quando morì la badessa Tenoi, Elerio chiese a Wenefreda di prenderne il posto. La santa fu badessa fino alla morte, avvenuta verso il 650. La sorgente di s. Wenefreda esiste ancora e il luogo è chiamato Holywell (Tre Ffynnon in gallese).
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