Il Werder Brema bastona l'Udinese

La squadra di Marino crea ma perde 3-1. I tedeschi, verso la semifinale di Coppa Uefa dopo aver eliminato il Milan e battuto l'Inter, trascinati dal brasiliano Diego

Brema - Il tabù italiano del Weserstadion continua. Il Werder, che ha già eliminato il Milan e battuto l’Inter, fa valere la legge del suo stadio e impone una dura punizione alla «matricola» Udinese. Che può rammaricarsi per un primo tempo troppo remissivo, per le numerose occasioni sprecate e per qualche amnesia difensiva. I tedeschi si dimostrano cinici e concreti: quattro tiri, tre gol. La rete di Quagliarella, che trova il bersaglio dopo tre errori clamorosi solo nel finale, lascia qualche piccola speranza in vista del ritorno, anche se non sarà facile. Il successo del Werder è nel segno di «Re verde» Diego, autore di una doppietta e di giocate strabilianti.

Prima del match un minuto di silenzio richiesto dall’Udinese e lutto al braccio per tutti, terna arbitrale compresa, in memoria delle vittime del terremoto in Abruzzo. Sugli spalti un migliaio di sostenitori friulani, che hanno voluto seguire la squadra in una serata storica. La squadra di Marino prova a partite con coraggio: qualche verticalizzazione in più degli avversari, ma pecca spesso nell’ultimo passaggio. I tedeschi, mai battuti in casa nei dodici precedenti con squadre italiane, controllano bene, agiscono molto sulle fasce e sembrano più efficaci in attacco ma soprattutto sono accorti in fase di retroguardia. Diventa così difficile per le tre scattanti punte dell’Udinese incunearsi in una difesa concentrata.

L’arbitro francese Duhamel perdona Diego che reagisce con un calcetto a un contrasto di Pasquale e dopo la traversa di Naldo (gran botta di destro da 30 metri), è proprio il brasiliano a sbloccare il match al 34’. L’azione nasce da una palla recuperata da Boenisch che intuisce un passaggio di Pepe per Inler, immediato il lancio per Özil, il quale alza la testa e vede Diego scattare sul filo del fuorigioco. Il brasiliano brucia Felipe e con un diagonale non forte ma angolato batte Handanovic. Una vera doccia fredda per l’Udinese che fatica a riorganizzarsi nel finale di tempo. Marino, nell’intervallo, chiede evidentemente più dinamismo ai suoi giocatori e, alla ripresa del gioco, l’Udinese appare più reattiva. Clamorose le occasioni sprecate da Quagliarella: il primo pallonetto finisce appena a lato, il secondo è debole e viene sventato senza problemi da Wiese.

Il Werder non perdona gli errori e in un minuto chiude il match: magia di Diego al 22’ che, dopo un dribbling secco su D’Agostino, supera Handanovic con un tiro a girare; scatto sul filo del fuorigioco di Hugo Almeida che al 23’ fulmina il portiere dell’Udinese di sinistro. I friulani non si arrendono: Quagliarella manca ancora una ghiotta occasione, Wiese devia con un grande intervento su punizione di D’Agostino, infine la rete dello stesso Quagliarella con una botta sotto misura dopo una percussione di Zapata sulla destra che rende meno amara la serata.