WIMBLEDON Tra un set e l’altro sboccia l’amore

Claudia Laffranchi

da Londra

La Working Title, la casa produttrice di Quattro Matrimoni e un funerale, Notting Hill e Il diario di Bridget Jones, è riuscita a filmare dove nessun altro era riuscito prima: sul campo centrale di Wimbledon. Il celebre campo è così divenuto set per la commedia romantica di Richard Loncraine Wimbledon, con Kirsten Dunst (Il giardino delle vergini suicide, Spiderman) e Paul Bettany (A Beautiful Mind, Master and Commander, Dogville). Nel film, sugli schermi italiani da domani, una campionessa americana si innamora di un mediocre tennista inglese sul viale del tramonto, con conseguenze inattese per la carriera di entrambi. Il film dipinge un incontro di tennis appassionante, con effetti speciali stupefacenti.
I due attori hanno dovuto allenarsi a lungo per interpretare i ruoli. «Ho lavorato per mesi - racconta la Dunst - e ho guardato ore di tennis in tv e dal vivo per vedere come si muovono i professionisti, sapevo già giocare un po’. Sono stata a Wimbledon da spettatrice nel 2002 e nel 2003 per immergermi nell'ambiente agonistico. Pat Cash, il nostro allenatore, ex campione di Wimbledon, ci diceva sempre “cercate di assomigliare a dei professionisti e non preoccupatevi di dove va a finire la pallina”. Così qualche tecnico si è preso una pallina in faccia un paio di volte e immagino che ciò finirà sul dvd del film».
Più disincantato Bettany: «Mi sono preparato al film con un po’ di arroganza e un’enorme ignoranza. Sotto sotto pensavo che il film sarebbe stata una vacanza pagata a Londra, la mia città, con al fianco mia moglie (l'attrice Jennifer Connelly, ndr) in attesa del nostro primo figlio. Non ho pensato che per sei mesi avrei dovuto allenarmi e sollevare oggetti pesanti, una vera tortura. Dopo quattro mesi ho visto giocare Federer e Roddick e ho capito in che situazione mi ero messo. Era come dire: “Mi piacerebbe interpretare Nureyev, quanto tempo ci vuole per imparare il balletto?”».
Abituata a recitare da quando aveva tre anni, la Dunst sostiene di non essere rimasta immune dal fascino di Wimbledon: «Quando ci ho messo piede ho pensato che stavo sognando, che non era possibile che ci lasciassero filmare sul campo centrale, dove al di fuori del torneo può giocare solo il presidente del club e i suoi ospiti. I produttori hanno persino ingaggiato John McEnroe e Chris Evert come commentatori tv. E i dirigenti di Wimbledon hanno capito che questo film avrebbe promosso il tennis. Comunque solo Paul ha giocato sul campo centrale».
Per entrare nel ruolo la Kirsten ha chiesto consigli a due grandi del tennis come le sorelle Williams. «Con Venus e Serena non ho parlato solo di tennis ma anche di come ci si sente a essere sempre in giro. Una vita nomade e solitaria, ci si allena per ore, è difficile fare amici o vedere quelli vecchi e avere una vita sentimentale. Una vita simile a quella dell'attore, ma per i tennisti è peggio, perché si spostano di più. Un attore vive con gli altri attori e con i tecnici per mesi, si crea una specie di famiglia. L'attore può ripetere le scene più volte, mentre un tennista è solo contro tutti. Nel suo lavoro dev’essere sempre buona la prima».
A parte il tennis, cosa c'è di speciale in Wimbledon? «Fare commedie romantiche è difficile, ma la Working Title sa fare film brillanti e intelligenti, perché la mentalità e l’humour inglesi sono meno melensi di quelli americani. Il mio personaggio - dominante - è portatore dell’energia maschile nel film con uno scambio di ruoli interessante» risponde la Dunst. Dal canto suo Bettany, 34 anni, si conferma dotato di humour: «Posso garantire che né io né Kirsten né il regista Loncraine capiamo niente di tennis. Ma penso che la teoria sia: “Se gente che non sa niente di tennis riesce a capire cosa sta succedendo, allora lo possono capire anche gli spettatori”. Sul piano tecnico è stato difficile: quando un attore veniva inquadrato da solo, la pallina era vera, ma quando si vedono due giocatori assieme dopo un servizio, allora la pallina è un effetto speciale. Questo perché Cash ha coreografato ogni punto al millimetro e nemmeno lui avrebbe potuto eseguire con precisione quella coreografia, è impossibile».
Per concludere, cos’ha insegnato ai due attori quest’esperienza sportiva? La Dunst non ha «più toccato una racchetta dalla fine delle riprese». Bettany odia la palestra e compatisce «gli attori che devono sempre tenersi in forma e mangiare pollo bollito sei volte al giorno». «Mia moglie - conclude - era impressionata. Ha sposato un uomo poco atletico e si è ritrovata al fianco un tizio muscoloso e abbronzato proprio mentre lei ingrassava perché incinta. Mi ha persino detto “Ora assomigli a tutti quegli sportivi da college con cui ho sempre rifiutato di uscire”. E sono tornato alla mia routine di ozio e sigarette».