World Press Photo: in mostra tutta la bellezza dell'orrore

Il primo premio al drammatico scatto del fotoreporter inglese Tim Hetherington che ritrae un soldato americano in Afghanistan. In mostra a Milano e Roma le immagini vincitrici dell'edizione 2008: <strong><a href="/media.pic1?ID=359">guarda le foto</a></strong>

Milano - La foto premiata quest’anno con il World Press Photo non è di quelle che colpiscono per bellezza o perfezione tecnica. È cupa, angosciante, senza profondità. Mostra un soldato statunitense accasciato contro un muro di terra, dentro a un bunker nella zona orientale dell’Afghanistan. Si regge la fronte con una mano, è impaurito e stremato dopo terribili scontri. Gli oggetti sullo sfondo si intravedono appena, il braccio è leggermente fuori fuoco, come fu per le truppe inquadrate da Robert Capa in Normandia, il 6 giugno del 1944. Come accade spesso quando i fotografi si spingono a raccontare i fatti in condizioni impossibili.

Lo scatto fa parte di un ampio reportage realizzato dall’inglese Tim Hetherington per la rivista Vanity Fair. Il fotogiornalista indaga gli orrori di quella fetta di mondo tuffandosi in mezzo ai pericoli, come molti suoi colleghi fanno da quando esiste questo linguaggio a testimoniare gli avvenimenti. L’immagine di Hetherington non è perfetta. Ma questo premio viene conquistato da chi è sul luogo del disastro che più di ogni altro ha segnato l’anno in corso. Così fu anche per Spencer Platt e con la sua corrispondenza da Beirut nel 2006, così per Finbarr O’Reilly e la sua madre nigeriana (vinse nel 2005).

All’edizione 2008 del World Press Photo hanno partecipato più di cinquemila autori che da 125 Paesi hanno inviato oltre ottantamila immagini. La mostra itinerante, aperta ora in contemporanea a Milano e Roma, toccherà cento città e cinquanta nazioni. È seguitissima, amatissima. È un’antologia di avvenimenti emozionanti e commoventi che si susseguono e resteranno per sempre nella memoria grazie al potere della verità e alla forza dell’arte visiva. È un documento storico ormai sempre più in formato digitale, che trascende le differenze culturali e linguistiche e arriva allo sguardo di milioni di visitatori.

Quattro gli autori italiani premiati in questa edizione: Francesco Zizola (che racconta degrado e violenza in Colombia), Simona Ghizzoni (che parla di anoressia), Stefano de Luigi (secondo premio nella sezione «Arts and entertainment singles») e Massimo Siragusa (che ritrae i visitatori dei parchi di divertimenti della Penisola). Noi avremmo forse fatto vincere il primo premio a un ritratto di Valdimir Putin realizzato dall’inglese Platon, o a quello di Benazir Bhutto dell’australiano Daniel Berehulak. Ma ci saremmo fatti influenzare dall’estetica. Il presidente della giuria Gary Knight, fotografo a capo dell’agenzia francese VII, commenta invece così la foto dell’anno 2007 di Hetherington: «Questa immagine mostra la prostrazione di un uomo e la prostrazione di un’intera nazione». Ancora una volta ha vinto la notizia.

LA MOSTRA
World Press Photo 2008. Milano, Galleria Carla Sozzani fino al 25 maggio, Roma Museo in Trastevere dal 9 maggio al 1° giugno. Info: www.worldpressphoto.org