www.ellisisland.org: il sito degli eroi di terza classe

La piccola isola vicino alla Statua della libertà è stata per anni il punto di arrivo di chi immigrava negli Usa, da lì sono transitati più di 25 milioni di persone, molte italiane. Ora un portale internet consente di rintracciare i propri antenati<br />

Ellis Island è poco più di uno scoglio, 27. 5 acri di terra che affiorano, per gran lavoro di draghe fluviali, nelle acque della baia di New York. Eppure è proprio lì che milioni di uomini hanno fatto la storia di una nazione, è proprio lì che hanno pianto, hanno riso, hanno aspettato, stipati come acciughe in barile, per trasformare un sogno in realtà.

Su questo fazzoletto galleggiante, un numero infinito di teste si sono voltate all’insù, per più di sessant’anni (dal 1892 al 1954), a guardare la “gigantessa” di ferro e acciaio, il simbolo della Terra della libertà. Forse, più semplicemente, della terra in cui mettere assieme il pranzo con la cena. Molti quel nome, stipati in coda e speranzosi di un visto, l’hanno ripetuto increduli, gustandosi la parola per vedere l’effetto che faceva: A-m-e-r-i-c-a. E bravo chi c’azzeccava, sia nel dirla sia nello scarabocchiarla con il lapis sulle cartoline da mezzo Cent, unico collegamento con i parenti lontani. Lamerica scritta male, l'Ammerica, sognata, amata, trovata senza bisogno di grammatica.
Di quei nostri nonni e nonne, ammassati in quella antiporta del paradiso in forma di dogana, qui in Italia non si ricorda quasi più nulla. E una volta persa la memoria ci si chiede: di fronte a tanti milioni di anime purganti e speranzose, come si fa a ritrovare una famiglia, un italiano con la valigia di cartone di cui si ricorda, a stento, il nome o il cognome?
Oggi ci si riesce, perché di tutto si può accusare gli statunitensi ma non di essersi dimenticati che metà delle famiglie che adesso vivono negli States sono transitate da lì. L’American Family Immigration History Center ha pazientemente digitalizzato migliaia di registri e ha dato vita a un sito internet che consente di accedere agli elenchi: www.ellisisland.org.
Le schermate sobrie, le molte pagine digitali, raccontano il popolamento dell’America. Così si scopre che il 9% degli svedesi, tra il 1880 e il 1930 è emigrata negli States, che nel 1882 fu firmato un chinese exclusion act, visto che i cinesi non servivano più per costruire ferrovie. Poi ci sono le testimonianze storiche, i molti dagherrotipi che trasformano il computer in una piccola macchina del tempo. E non mancano nemmeno i nomi celebri: da Ellis passarono: Rodolfo Guglielmi, (al secolo Rodolfo Valentino), Albert Einstein, Bela Lugosi, Enrico Caruso, Cole Porter.
Certo, sin qui è tutta roba da museo on-line, la cosa speciale è invece la possibilità di cercare il singolo immigrato. Basta registrarsi, digitare un nome, un cognome e si può risalire alla data d’arrivo di un qualunque emigrante, al suo stato civile, alla sua età al momento dell'arrivo, addirittura al bastimento e al porto d’imbarco. Si finisce così per rintracciare parenti quasi dimenticati, per riannodare ragnatele familiari spezzate da decenni. C’è, infatti, chi passando da sito ha ritrovato i suoi lontani cugini americani e lo testimonia. Senza arrivare a tanto, si può sempre far commuovere i propri nonni, magari al compleanno, rintracciando ora e giorno d’arrivo dei suoi cugini nella Grande Mela. Se si vuole ci si fa spedire (costa 29 dollari), un attestato con la registrazione di tutti i dati dell’emigrante che c’interessa, quasi un diploma, un attestato di coraggio, per quegli eroici viaggiatori di terza classe che, allora, l’America non era sicura di volere ma che l’hanno resa grande.
Ma questo sito non regala solo amarcord può essere d’aiuto anche a studiosi di professione: i registri sono visionabili on line e il motore di ricerca può rintracciare moltissimi dati. Esempio? Volete sapere quanti di signori e signore Rossi sono passati per Ellis Island: 12.517.