Per «X-Men» un congedo mondiale

Salvatore Trapani

da Cannes

Ha attraversato il cuore di ben due generazioni, una delle serie di fumetti più famose del mondo, X-Men, che festeggia a Cannes - fuori concorso e in prima mondiale - quarant’anni, con il terzo episodio per il cinema: X-Men - Conflitto finale di Brett Ratner.
Gli individui nati con il cromosoma X alterato e dotati di poteri eccezionali, devono ora scontrarsi tra loro (buoni e cattivi) e contro gli umani, per la salvezza stessa della specie, poiché uno scienziato ha trovato la cura per renderli normali. Anche in quest’ultimo episodio ci sono gli amati eroi di sempre: Wolverine (Hugh Jackman), Tempesta (Halle Berry), Magneto (Ian McKellen), Iceman (Bobby Drake) e Fenice Nera (Famke Janssen), unica a avere un doppio ruolo nella serie, perché morta come la telepatica Jean Grey nel precedente episodio, ritorna come figura negativa. Alla regia del progetto è la casa di fumetti americana Marvel, che in questi ultimi anni - grazie agli effetti speciali a un livello ineguagliato - ha liberato la fantasia dalle stampe, per librarla sullo schermo.
In una villa fuori Cannes le star hanno presentato il film alla stampa internazionale, ricostruendo l’atmosfera libera e collegiale che si vive nella serie in quella sorta di accademia in stile neorinascimentale, dove il professor Charles Xavier (Patrick Stewart) insegna agli X-Men il dominio delle passioni per il controllo dei poteri.
Fanatica fin dall’infanzia del personaggio che interpreta, Halle Berry ha dichiarato di aver accettato la parte proprio per la personalità di Tempesta: «L’unica protagonista che non ha un’evoluzione e che resta salda al suo centro». Hugh Jackman parlando di Wolverine si sente quasi baciato dalla sorte: «Perché il mio volto sarà legato nell’immaginario a quello dell’eroe per eccellenza della serie. Un’effigie in adamantino nella mia storia». Ma il vero protagonista è stato Ian MecKellen. Il suo è un ruolo delicato, perché Magneto, ebreo deportato nei campi nazisti, adesso combatte per la razza X con grande veemenza.
E pur di non permettere la cura minaccia l'eliminazione degli uomini, con un esercito di fuoriusciti. Spazza via il laboratorio del professore inventore del siero e vuole usare le scorte per assoggettare i suoi simili. Spiega McKellen: «Magneto è accecato dal passato che torna nelle scelte del presente, per questo paga con la perdita dell’identità».