A Yogyakarta i più celebri templi buddhisti e induisti

Giakarta. Yogyakarta, antica città reale sulla costa meridionale dell’isola di Giava, è uno dei maggiori centri della cultura e della tradizione indonesiana. L’omonima provincia è l'unica governata da un sultano, Sri Sultan Hamengkubuwono X, discendente di una dinastia iniziata nel 1755. Yogya, il nome abbreviato (si pronuncia Giogia), è famosa per le stoffe batik, il teatro delle ombre realizzato con marionette di cuoio, la danza e la musica tradizionale nello stile gamelan. Qui hanno sede anche numerose università, fra cui la Gadjah Mada, una delle più antiche e prestigiose dell’Indonesia. A Yogyakarta convivono musulmani, cristiani, hindu e buddhisti. Vicino alla città sorge il complesso monumentale di Borobudur, testimonianza tra le più alte al mondo legata al culto di Buddha e autentica vetrina dell’arte giavanese. Il tempio - una sorta di piramide tronca a base rettangolare su sei piani sormontata da tre piani circolari sui quali poggiano le classiche stupe a forma di campana - è costellato di sculture del Buddha raccolto in meditazione e spesso sorridente e di bassorilievi in pietra con la vita del Sakyamuni. La sua costruzione iniziò intorno all’anno 775 e l’Unesco lo ha dichiarato patrimonio dell’umanità. Nell’area sorge anche il complesso di Pramabanan, del nono secolo, massimo monumento induista dell’Indonesia. Originariamente comprendeva 240 templi che caddero in rovina con la caduta dei regni hindu. La ricostruzione è iniziata nel 1937 e oggi sono visibili una quindicina di templi, fra cui quello centrale dedicato a Visnù.