Zapatero detta la politica dell’hamburger

Ora che Zapatero ha dichiarato guerra anche ai super hamburger che cosa faranno in Italia i vari Mussi, Cento, Pecoraro Scanio che dalla politica del governo spagnolo traggono ispirazione per le loro iniziative? C'è da attendersi anche qui da noi una campagna contro i panini giganti e l'obesità. Non se ne può fare a meno, se ne sente sempre più impellente la mancanza. Zapatero ha dato la linea, ora la sinistra italiana si allineerà perché questa è la vera e ultima frontiera del socialismo irreale: il paninazzo.
La notizia è di quelle succulente: la multinazionale americana Burger King, attraverso una campagna pubblicitaria discutibile, lancia dei nuovi superpanini che a solo vederli fanno ingrassare di un paio di chili. Il governo Zapatero insorge e non considera più la multinazionale affidabile e la esclude dalla sua strategia nutrizionale contro l'obesità. Dunque, se capitate a Madrid e volete mangiare un panino con tanto di triplo hamburger di carne bovina, lattuga, pomodoro, cipolla e cetrioli (si chiama Whopper Triple, insomma una schifezza americana) dovete chiedere prima il permesso al capo del governo, José Luis Rodriguez Zapatero, un tipo magro, segaligno, salutista, che vuole che gli spagnoli mangino e bevano come dice lui. Dio santo, ma che fine ha fatto la Spagna di una volta, quella che era tutta un inno alla vita, alla passione, alla carne. La Spagna col sangue nelle vene. La Spagna di Miguel de Unamuno e Del sentimento trágico de la vida.
Vedrete, anche in Italia ci sarà chi adotterà la dieta Zapatero. Il salutismo è la malattia senile del socialismo trasformato in pensiero unico politicamente corretto. È il vecchio schema della tirannia dell'Ideologia sulla vita reale, quotidiana, vera: quella vita che è magra e grassa, pulita e sporca, buona e cattiva e che se ne sbatte delle fisime politicamente corrette perché vuole semplicemente esserci, vuole vivere. Forse, però, in Italia ci si potrà salvare dal salutismo zapaterista. Ci salverà la mortadella. Anzi, il Mortadella che siede a Palazzo Chigi. Sarebbe uno strano paradosso, infatti, per il ministro della Salute, la Livia Turco, dichiarare guerra ai panini extralarge quando il presidente del Consiglio passa alla storia come il Mortazza (così a Roma chiamano la mortadella). Scherzi a parte, la libertà individuale passa anche attraverso la libertà di mangiare quello che ci pare e piace: c'è un ministro, la Melandri o la Bindi, che pensa di mettere fuorilegge quella piazza bianca con abbondante fetta di mortadella che quanto a calorie non è inferiore al superhamburger?
La cosa è più seria di quanto non appaia. Un tempo la politica era ossessionata dall'anima. Oggi è ossessionata dal corpo. Ieri la politica doveva controllare le idee, i cervelli, i pensieri e i dittatori, ad esempio Stalin, erano gli «ingegneri delle anime». Oggi la politica vuole controllare il sesso, le nascite, il peso e i legislatori sembrano essere diventati gli «architetti dei corpi». La politica è biopolitica, biologica, bioetica, bioalimentare e ritiene che sia non solo un suo diritto, ma anche un suo dovere interessarsi del bios, cioè della vita nelle sue manifestazioni elementari ed alimentari. Il controllo delle anime passa attraverso il controllo dei corpi. L'habitus è diventato, alla lettera, l'abito. La sinistra, che crede di essere sempre al passo con i tempi e invece si affaccia sulle cose nuove solo sul far della sera, ha sostituito la sua ossessione per il controllo dell'anima con questa che è il suo risvolto: l'ossessione per il controllo del corpo. Come l'Ideologia mirava a fare delle tante anime una sola anima, così la politica biologica mira a fare dei corpi un solo corpo. E, senza giocare più di tanto con le parole, la politica oggi è diventata un «corpo a corpo».
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