Zeno

Il protettore di Verona, Zeno o Zenone, era probabilmente originario dell’Africa romana. Ciò è stato appurato dagli storici analizzando lo stile, le fonti e la cultura nei suoi discorsi. Per giunta, uno di questi è dedicato al martire Arcadio, ucciso a Cesarea di Mauritania durante la persecuzione di Diocleziano. Per quanto riguarda il periodo in cui Zeno visse, bisogna desumerlo da una lettera, datata al 386 circa, scritta da s. Ambrogio di Milano al vescovo Siagrio di Verona. Ciò permette di collocare la morte di Zeno, di cui Siagrio fu il terzo successore, verso il 372. Molti dei discorsi di Zeno, che fu probabilmente l’ottavo vescovo di Verona e il primo a costruire una chiesa in città, erano diretti a confutare l’eresia dei seguaci del prete Fotino (fotiniani, una sottospecie di ariani). Zeno fu famoso per i molti miracoli, soprattutto di esorcismo. Infatti, la maggior parte del suo gregge era formato da pagani convertiti. Sono molte le testimonianze antiche sugli «oracoli» che «cessavano di vaticinare» in presenza di vescovi cristiani (negli Atti degli Apostoli celebre è l’episodio dell’esorcismo di s. Paolo sulla schiava indovina che, per ordine dell’apostolo, non poté più predire il futuro, causando un danno economico ai suoi padroni e un tumulto contro s. Paolo). La tomba di Zeno stava un tempo in una chiesa fuori dalle mura cittadine e fu protagonista di un miracolo: le acque straripate dell’Adige superarono in altezza le finestre ma non poterono entrare dentro. La chiesa in questione oggi non esiste più e la tomba del santo è, dall’807, nella basilica a lui intitolata.