A zonzo in kilt sulle rive dei laghi Una vacanza stregati dalla Scozia

Nel Settecento al solo sentire pronunciare la parola Trossachs, ai viaggiatori britannici venivano i brividi. In quel «bosco spinoso», questo il suo significato, tra le foreste di querce dai rami lanosi, si nascondevano infatti i peggiori banditi, gli spiriti maligni e le streghe che altro non erano che le ombre degli alberi e dei cervi rossi. Adesso, invece, il primo parco nazionale scozzese è un paradiso della flora e della fauna, festeggiato in questo 2013 proclamato «Year of Natural Scotland». Il merito della scoperta dei Trossachs fu anche dei versi di Robert Burns, il poeta pastore rovinato dalla passione per il whisky, la bevanda locale per antonomasia, e dei leggendari immortali eroi, gli highlander, che Sir Walter Scott si inventò o di cui enfatizzò le avventure, da William Wallace a Rob Boy, destando la curiosità e l'interesse anche della Regina Vittoria. Sua Maestà, quando vi si recò in visita, rimase stupita di non trovare quei castelli descritti dal romanziere, best seller dell'epoca, e così la popolazione locale, per non deludere The Queen nei suoi viaggi successivi, eresse manieri e magioni baronali sulle isole in mezzo ai loch, i tanti laghi in cui si specchiano i paesaggi del West Scotland, o sulla vetta delle colline ondulate punteggiate da pecorelle. A Balmaha, per godere nel modo più genuino possibile Loch Lomond, il più grande tra i laghi britannici coi suoi 36 chilometri di lunghezza, si può salire a bordo di un battello a vapore oppure chiedere un «lift», un passaggio ai rudi pescatori che vi sbarcheranno a Inchailloch, dove seguendo i sentieri nella fitta trama di piante secolari, osservati dai daini, si raggiunge il belvedere dal quale le venti isolette di questo arcipelago appaiono in tutta la loro bellezza, vestite per l'occasione di giallo dai fiori di erica.
La Duke Pass è una scenic road da emozioni: agnellini sopra i muri di selce e sotto gli scottisch pine, possenti bovini island cattle dal manto che ha il colore e la consistenza della paglia. E soprattutto ancora laghi, quali Loch Venachar e Loch Lubnaig. A Balquhidder si fa una sosta per omaggiare nel cimitero locale Rob Roy, il «Robin Hood» scozzese che rubava ai ricchi, soprattutto al Marchese di Montrose, per dare ai poveri. E si soggiorna nel design hotel Monachyle Mhor anche per gustare il salmone del Ristorante Mhor 84. Poi si riparte verso nord alla volta dell'Edinample Castle, la cui bianca immacolata facciata non lascerebbe supporre che al suo interno, precisamente sul tetto, si aggiri senza sosta da cinque secoli il fantasma di Black Dunkan, il proprietario che gettò l'architetto dal parapetto. Nel Loch Earnhead, su cui affaccia il fortilizio, un cavallo mostruoso talvolta spunta dall'acqua, si trasforma in un destriero dalla livrea lucente, irresistibile da cavalcare. Ma voi... non fatelo: le gambe si incollano al suo manto, e verreste trascinati nell'acqua dove diventerete il pasto prediletto del Mostro di Loch Earn.
Continuando l'ascesa, ecco stagliarsi all'orizzonte la Glen Ogle Valley coi suoi ruscelli, i ponti in pietra, le montagne dalla forma di armadillo, fino a Oban e allo Stalker Castle che pare «galleggiare» ferito nelle sue torri franate nell'acqua di Loch Laich, e soprattutto Glencoe. Icona naturalistica della Scozia, questa valle scolpita dalla lava eruttata da un'esplosione vulcanica avvenuta 470 milioni di anni fa, è così fantascientifica da essere stata scelta quale set per Skyfall, ultimo episodio di James Bond. Il trekking intorno alle Three Sister per ammirare la caldera è davvero emozionante, come raggiungere Port Williams per salire sul Ben Nevis, la vetta più alta della Scozia, soggiornare nella stanza della Regina Elisabetta al lussuosissimo Inverlochy Castle Hotel o ancora prendere posto a bordo dell'Harry Potter Train. Meritano tanto anche Il Parco Nazionale di Cairngorms e in particolare la riserva di Rothiemurchus dove organizzano safari diurni e notturni tra i cervi alle pendici del Ben MacDui. Con un po' di buona sorte, ci si può imbattere persino in Big Foot, lo yeti scozzese, che i ranger giurano di avere visto tante volte. Ma forse è solo un'altra leggenda o è il whisky dell'Edradour Distillery.
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