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Una tunisina: "In quella macchina c'era il riscatto"

In questo video pubblicato sulla pagina Facebook Sabratha21 una tunisina racconta i momenti concitati dell'assalto in cui sono morti Salvatore Failla e Fausto Piano: "Sono Wahida Bin Mokhtar Bin Ali, giravamo con delle auto da un posto all'altro nel sahara, e sulla macchina davanti a me c'erano gli italiani. Hanno detto a Yousef di lasciarli in macchina. Poi ci siamo fermati in un posto e gli hanno dato del cibo. Gli italiani sono scesi e hanno pranzato. A quel punto sono arrivati i ribelli ed è iniziata la sparatoria. Il nostro gruppo ha detto ai ribelli: Scendiamo a patti che abbiamo gli italiani". I ribelli non hanno creduto, pensavano che fosse una trappola. Hanno ripreso a sparare colpendo mio figlio alla pancia. Volevo correre verso di lui, ma mi hanno bloccato in auto. Il mio gruppo voleva bruciare la macchina con i soldi e i prigionieri. Era la madre di Gharib che se ne doveva incaricare. Ha bruciato l'auto con i soldi. Io sono scappata e sono stata aiutata dai ribelli con mio figlio".

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