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Puntata sulle Fosse Ardeatine, è polemica tra Baudo e l'Anpi

Polemica sul servizio sulle Fosse Ardeatine fatto dal Viaggio, il programma di Rai3 presentato da Pippo Baudo. "Parlando di via Rasella - critica l'Anpi - si sono rappresentati i fatti come se si fosse trattato di un attentato terroristico". "I nazisti, che hanno tutta la mia disistima per quello che hanno compiuto nel mondo, facevano pattugliamento - replica Baudo - i partigiani sapevano che la reazione dei tedeschi sarebbe stata uno a dieci?''

Commenti

utinum74

Gio, 11/07/2013 - 13:14

Classico di certi partigiani infami del periodo sempre protetti dall'Anpi... Spararono e poi sparirono...

Un Lettore

Gio, 11/07/2013 - 13:53

Per accettare la leggenda dominante bisognerebbe ammettere che i partigiani che hanno provocato quella strage non hanno pensato alle conseguenze del loro gesto o si aspettassero un ”invito a comparire” da parte dei tedeschi…….
Cioè sarebbero stati dei perfetti idioti!
Per quanto riguarda la rappresaglia in tempo di guerra bisognerebbe informarsi dell’uso che ne fece l’esercito italiano all’estero e controllare se ne diede il preavviso, con appositi manifesti, alla popolazione locale.
Il mio parere è che l’evento è stato voluto: i morti sono poi stati “sfruttati” in parecchie occasioni.
Infatti, il comportamento tenuto a Roma è lo stesso tenuto dai partigiani nelle valli del nord Italia.
A volte c’era una variante: ad accendere la miccia contro i tedeschi, quando erano in condizione di ritirata o trasferimento e mai in combattimento, arrivava qualcuno da fuori che poi spariva e guardava l’incendio stando al sicuro lasciando nelle peste i partigiani locali, utili idioti e di solito bianchi.

elalca

Gio, 11/07/2013 - 14:33

tutto fiato sprecato, la storia è scritta dai vincitori e quelli dell'anpi sono convinti di avere vinto. per levarsi ogni dubbio meglio leggere i libri di pisanò e di pansa. da qui si capiscono tante cose. la guerra civile e NON partigiana e il comportamento di molti utili idioti........

Ettore41

Gio, 11/07/2013 - 14:48

ANPI sul piede di Guerra???? Vorrei fare una piccola considerazione. Premesso che non si puo' considerare partigiano colui il quale nel 1944 avesse avuto meno di 17 anni e che quindi oggi avrebbe come minimo la veneranda eta' di anni 86, vorrei sapere a quanto ammonta il numero di questi vegliardi sedicenti partigiani ancora in vita che si scandalizza nel sentire la verita'. Attentato terroristico fu e rimane tale se lo si guarda nel contesto delle leggi di Guerra. Posto infine che l'ANPI riceve il finanziamento dallo Stato, visto il loro esiguo numero e considerato che siamo in tempo di austerity, detto finanziamento dovrebbe essere incluso nel taglio della spesa pubblica, a meno che non si voglia considerare partigiano colui il quale, alla data del termine del conflitto, non fosse nel grembo materno ancora in forma pre-embrionale.

Baloo

Gio, 11/07/2013 - 15:02

Ai partigiani comunisti interessava la vittoria del comunismo internazionale, solo incidentalmente quella dell'Italia sul tedesco invasore né interessava loro la sicurezza del popolo italiano. Ecco che l'attacco di via Rasella, vero atto di guerra, non tenne conto delle implicazioni e delle conseguenze per la gente comune, leggasi decimazione e fucilazione di massa. Si vede che Baudo ha capito come stessero veramente le cose...

charliehawk

Gio, 11/07/2013 - 15:25

E cosa avrebbe detto il "Pippo nazionale" di così scandaloso ? Va bene che, se quelli dell'' "ANPI" fossero veri partigiani, oggi avrebbero dai novant'anni in su, quindi qualche disfunzione nel loro modo di ragionare sarebbe più che comprensibile, ma il servizio non fa che ricordare la verità, anzi, dimentica di ricordare che , tra le vittime di via Rasella ,ci furono anche dei civili romani. Perchè gli attentatori non si presentarono , accusandosi di quell' azione ...di guerra? Pensavano che i tedeschi si sarebbero comportati in modo diverso, dalla bestialità che misero in atto ?Non puoi tirare il sasso e poi nascondere la mano...

Ritratto di llull

llull

Gio, 11/07/2013 - 15:25

Vorrei che venisse raffrontato il comportamento dei partigiani di Via Rasella con quello tenuto da Salvo d'Acquisto; i primi, seppur a conoscenza della rappresaglia che sarebbe stata perpetrata verso civili innocenti, rimasero zitti, si nascosero, non furono nemmeno capaci di affrontare le responsabilità del loro gesto, e con ciò condannarono a morte degli innocenti; il secondo (Salvo d'Acquisto) per salvare da una simile rappresaglia degli innocenti (lo scoppio in cui morirono dei tedeschi fu infatti accidentale) non esitò ad addossarsi le responsabilità che non aveva, sacrificandosi - al grido di "Viva l'Italia" per salvare la vita di altri innocenti.
Abbiamo ancora dei dubbi su chi tenne un comportamento "eroico" e chi invece si comportò da vile?

charliehawk

Gio, 11/07/2013 - 15:43

"Un Lettore", qui sopra, parla di ciò che i partigiani hanno fatto in Alta Italia ed io proprio a quello stavo pensando. In Val Tanaro,provincia di Cuneo, successe proprio così. Una colonna corazzata tedesca, si stava dirigendo verso la Val Casotto e aveva avvertito del passaggio tutti i paesi interessati, con il messaggio esplicito:"non disturbateci che noi passiamo e non vi diamo noie.." Tutto bene nei centri più popolati, come Ceva, Nucetto, Bagnasco, poi, arrivati all'altezza di Pievetta, frazione di Priola, il dramma. Dalla piazza della chiesa, che si trovava in posizione dominante sulla strada di passaggio, partono alcuni colpi di fucile, sparati da un manipolo di pseupartigiani arrivati dalle valli confinanti, che, per somma sfortuna, uccidono alcuni soldati tedeschi. La colonna si ferma e, come se non aspettasse altro, la "belva" tedesca, si sctena, mettendo la frazione a ferro e fuoco, uccidendo, prima a caso, sparando a chi trovava e poi rastrellando sistematicamente il numero di ostaggi da giustiziare poi il giorno dopo se, ( ma quando mai...) i responsabili non si fossero presentati. Poi, terminato il loro "lavoro", ripresero la marcia, con Pievetta a fuoco, che piangeva i suoi morti trucidati e alcuni "eroici" partigiani ,subito dileguati, per andare forse a festeggiare la loro memorabile impresa.

Ritratto di stenos

stenos

Gio, 11/07/2013 - 15:50

Il 25 aprila a mio zio sfollato colonne di partigiani gli dicevano, prendi un fucile, dai vieni con noi che ci danno la pensione. Iniziava la repubblica democratica fondata sulla resistenza, i cui risultati si vedono oggi. Vigliacchi, parassiti, golpisti rossi. Tutto qua. Militarmente utilita' zero.

Ritratto di leopardi50

leopardi50

Gio, 11/07/2013 - 15:59

A dovere di cronaca mi preme evidenziare che: 1) l'8 settembre del 1943 l'Italia sigla l'armistizio con gli alleati; 2) Al momento dell'attentato di Via Rasella e del conseguente eccidio delle fosse Ardeatine (23 e 24 marzo 1944) il nostro paese era sotto occupazione di un paese ostile; 3) l'atto "terroristico" compiuto dai partigiani dovrebbe essere inquadratato come atto di guerra verso un esercito di occupazione; 4) gli alleati sapevano benissimo dell'esistenza delle formazioni partigiane e le loro azioni erano da questi incentivate; 5) la liberazione del nord Italia è stata possibile grazie al contributo determinante delle formazioni partigiane sia "rosse" che "bianche".

Frid54

Gio, 11/07/2013 - 16:01

"si sono rappresentati i fatti come se si fosse trattato di un attentato terroristico"? Perché, invece cos'era??? E tanto per ... memoria, quel giorno "scomparirono" anche 6 CITTADINI ITALIANI per cui NESSUNO ha mai pagato!

elalca

Gio, 11/07/2013 - 16:20

#leopardi50: punto 2) ancorchè dopo la resa era comunque in vigore il codice di guerra e di conseguenza il punto 3) è stato controbilanciato con il diritto di rappresaglia. Punto 5) ma per amor di Dio lasci perdere i "contributi determinanti" e legga i libri di pansa e pisanò

franco@Trier -DE

Gio, 11/07/2013 - 16:28

Fu un attentato terroristico nei confronti dei kamerati tedeschi i nostri alleati.Leopardi, erasotto l'occupazione di un paese traditore devi dire.Poi chiunque combatte senza uniformi è un terrorista.State vedendo la liberazione dove ha portato la Italia siete costretti a chiedere la elemosina schiavizzati dagli yankees vostri liberatori ora padroni..

vince50

Gio, 11/07/2013 - 16:45

I vigliacchi che hanno messo quelle bombe erano perfettamente a conoscenza delle conseguenze che ci sarebbero state,conoscendo molto bene la determinazione e "durezza" dei Tedeschi.Quindi si sono resi responsabili della morte dei tedeschi e di tutti i morti delle Fosse Ardeatine.Hanno con determinazione voluto e causato la morte di tutti Tedeschi e non,quindi ne sono stati DIRETTAMENTE RESPONSABILI.Cosi come lo sono stati per tutte le centinaia di persone AMMAZZATE a guerra finita,e il danno ancora continua(nonostante tutto)anche se con mezzi e metodi diversi.

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 11/07/2013 - 18:08

La ricostruizone fatta da Baudo e dal suo intervistato era precisa, ha raccontato i fatti come sono avvenuti, anzi, ha evitato di dire alcune cose che molti ignorano. L'attentato fu fatto con il preciso scopo di scatenare la reazione tedesca e creare un clima d'odio degli italiani verso i tedeschi. Presentarsi dopo avere fatto l'attentato? Non gli passava nemmeno per l'anticamera del cervello, visto le premesse comunistoidi che motivavano tale attacco."la fatidica data del 23 marxo 1944, scelta perchè 25esimo anniversario della fondazione dei Fasci Italiani di Combattimento.

I partigiani che eseguirono l’attacco facevano parte dei Gruppi di Azione Patriottica (GAP) che dipendevano dalla Giunta Militare, a sua volta dipendente dal Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui responsabili erano: il socialista Sandro Pertini, il comunista Giorgio Amendola e Riccardo Bauer del Partito d’Azione.

L’ordine di eseguire l’attacco fu dato dai responsabili della Giunta militare. Anni dopo sia Pertini che Bauer dichiararono di non essere a conoscenza della preparazione dell’imboscata e che l’ordine venne dato da Amendola senza che fossero stati avvertiti. Amendola confermò tutto e rivendicò alla sua persona la responsabilità di aver dato l’ordine operativo ai gappisti.

Per l’esecuzione dell’attacco furono impiegati i GAP centrali che già dal periodo successivo all’8 settembre 1943 avevano compiuto numerose azioni di guerriglia urbana nella zona del centro storico. Numerosi quindi furono i partigiani che avrebbero partecipato all’azione, dei quali uno di essi, travestito da spazzino, avrebbe dovuto innescare un ordigno nascosto all’interno di un carrettino della nettezza urbana, mentre gli altri, ad esplosione avvenuta, avrebbero dovuto attaccare con pistole e bombe a mano la compagnia.

Il compito di far brillare l’esplosivo fu affidato al partigiano Rosario Bentivegna (“Paolo”), studente in medicina, il quale il 23 marzo si avviò travestito da spazzino dal deposito gappista nei pressi del Colosseo verso via Rasella, con il carretto contenente l’ordigno. Dopo essersi appostato ed aver atteso circa due ore in più, rispetto alla consueta ora di transito della compagnia nella via, alle 15.52 accese con il fornello di una pipa la miccia, preparata per far avvenire l’esplosione dopo circa 50 secondi, tempo necessario ai tedeschi per percorrere il tratto di strada compreso tra un punto a valle usato per la segnalazione, ed il carretto, posizionato in alto davanti a Palazzo Tittoni.

Poco dopo l’esplosione due squadre dei GAP, una composta da sette uomini l’altra da sei, sotto il comando di Franco Calamandrei detto “Cola” e Carlo Salinari detto “Spartaco”, lanciarono bombe a mano e fecero fuoco sui sopravvissuti all’esplosione.

Nell’immediatezza dell’evento rimasero uccisi 32 militari tedeschi e 110 rimasero feriti, oltre a 2 vittime civili (Antonio Chiaretti ed il tredicenne Pietro Zuccheretti). Dei feriti, uno morì poco dopo il ricovero, mentre era in corso la preparazione della rappresaglia, che fu dunque calcolata in base a 33 vittime germaniche. Nei giorni seguenti sarebbero deceduti altri 9 militari feriti, portando così a 42 il totale dei caduti." "Le critiche che vengono mosse alla vicenda sono:
•Secondo i critici, e secondo alcuni militari tedeschi sopravvissuti, i 156 uomini della 11ª compagnia del battaglione Bozen coinvolti nell’attacco, comandati dal maggiore Helmut Dobbrick, non erano un reparto operativo ma solo riservisti altoatesini entrati nell’esercito tedesco per affinità etniche ed aggregati al Polizei Regiment della Wehrmacht, con compiti di semplice vigilanza urbana[8]. Altre testimonianze al contrario documentano la partecipazione del Bozen ad alcuni rastrellamenti.
•L’esplosione non uccise solo trentatre militari tedeschi, ma anche due civili italiani (di cui un bambino di 13 anni), ferendone anche altri quattro. Ai famigliari dei due civili morti nell’attentato non è mai stato riconosciuto alcun risarcimento dalla magistratura italiana, in quanto l’attacco è stato catalogato come legittimo atto di guerra.
•L’attentato fu perpetrato dai partigiani nonostante fosse noto che i tedeschi applicassero sommariamente la rappresaglia per ogni attacco subito, come in numerosi altri casi.
•La rappresaglia di 330 prigionieri si sarebbe potuta forse evitare (secondo quanto affermato dallo stesso generale Kappler che la ordinò), se gli attentatori si fossero consegnati alle autorità tedesche, come nel noto caso di Salvo_D’Acquisto.

Dall’accaduto si possono trarre alcune conclusioni:
•in sè e per sè la rappresaglia era assolutamente giustificata e legale (Convenzione dell’Aja e Tribunale di Norimberga). Quello che non tornava era il numero dei morti: 335 invece dei 320 (o 330 tenendo conto del soldato morto prima della rappresaglia stessa). Sui 15 (o 5) morti in più c’è chi sostiene si trattasse di soldato tedeschi che si erano rifiutati di sparare e che Kappler non avrebbe nominato per non infangare l’esercito tedesco.
•lo scopo tutt’altro che militare di tutta l’operazione fu raggiunto in pieno. L’eccidio delle Fosse Ardeatine è diventato un simbolo della ‘Lotta di Liberazione‘, dell’eroismo dei’ combattenti per la libertà‘ e UN SICURO BALUARDO CONTRO QUALSIASI NOSTALGIA" Questo in maiuscoletto era il vero obiettivo dell'attentato, far odiare i tedeschi e con essi il regime fascista, che era stato suo alleato, agli italiani. In pratica i partigiani hanno progettato la morte per rappresaglia di italiani per creare un divario fisico e ideologico, l'attentato non aveva niente a che fare con ragioni operative di guerra ma di semplice propaganda tramite il nostro massacro studiato a tavolino dai partigiani e questa gente viene considerata "eroe"!

brunog

Gio, 11/07/2013 - 18:14

I partigiani diventarono spavaldi il 26 aprile del 1945, prima erano nascosti nei fienili o nelle cantine e se la facevano sotto. Nell'aprile 1945 c'era un accordo tra tedeschi e americani, Opeazione Sunrise, dove i tedeschi si sarebbero ritirati senza essere attaccati.
I "nostri eroi" a Pedescala, Vicenza, attaccarono una colonna tedesca in ritirata, i tedeschi per rappresaglia misero a ferro e fuoco il paese, si contarono 64 morti. Di questo "eroico attacco" di vigliacchi nessuno rivendico' la paternita', ma sono sicuro che il 25 aprile di ogni anno si pesentarono in piazza con il fazzoletto rosso al collo.
I nostri eroi dell'ANPI dimenticano che mentre loro erano nascosti i tedeschi hanno avuto 50.000 morti, gli anglo-americani 60.000. I generali Alexander e Clark definirono la lotta partigiana irrilevante, se non fosse stato per gli alleati l'Italia sarebbe un Lander tedesco.

canetti

Gio, 11/07/2013 - 18:41

GAP; Gruppi Armati Proletari???? Gruppi di Azione Patriottica!! i Gruppi Armati Proletari e' roba degli anni di piombo, l'ufficiale intervistato non sa manco di cosa parla! Il Bando di Kappler chiedeva si la consegna degli attentatori ma diceva anche "la sentenza e' gia' stata eseguita". Se anche i GAP si fossero consegnati NON AVREBBERO SALVATO NESSUNO.

Ritratto di Bruno TRON

Bruno TRON

Gio, 11/07/2013 - 19:08

10 a 1, sono regole di guerra.
D'accordo invece di 330 persone, ne furono uccise 335, ma i sei Italiani morti a causa dell'esplosione ? Per questi ultimi non esiste neppure il ricordo !
Ricordiamo che il rapporto 10 a 1 era messo in atto da tutte le forze belligeranti, comprese le FFAA Italiane.
La guerra è tragicamente crudele, però fare di criminali sabotatori irresponsabili degli eroi ed eleggerli deputati, mi pare eccessivo.
Già, ma erano gli "eroi partigiani"......

gianugo.altieri

Gio, 11/07/2013 - 19:22

Lo scopo dell'attentato era di provocare la rappresaglia e, tramite quella, di sbarazzarsi di una serie di avversari politici. Nel tritacarne, infatti, finirono partigiani bianchi, socialisti e anche alcuni comunisti non allineati al partito, oltre a Ebrei e gente comune rastrellata a caso. Stranamente, nessun comunista ortodosso fu prelevato da Regina Coeli per andare alle Ardeatine. Il direttore del carcere, che compilò le liste di morte, fu suicidato, perché non parlasse, pochi mesi dopo.
È inutile discutere di atto partigiano o meno: si è trattato di un'epurazione in stile staliniano perpetrata dal Partito Comunista per mano dei Tedeschi.

Ritratto di bracco

bracco

Gio, 11/07/2013 - 20:11

gli "o bella ciao" che commisero quell'atto di terrorismo sapevano benissimo le conseguenze e le ritorsioni che ci sarebbe state, è stato un atto terroristico sconsiderato che in quelle condizioni non doveva essere fatto, e i coraggiosi che lo hanno messo in opera potevano evitare quella carneficina presentandosi, avrebbero evitato quella strage di innocenti, cari anpi e "o bella ciao" è inutile incazzarsi ...1+1 fa 2 ...

External

Gio, 11/07/2013 - 21:46

Oooh, è riapparso il troll dalla crucclandia. Ma quando torni in liguria lo sai che è una regione rossa? Babucchione.

Ritratto di marione1944

marione1944

Gio, 11/07/2013 - 23:25

franco@Trier -DE: lei farebbe bene solo a fare un mea culpa.

Ritratto di abj14

abj14

Ven, 12/07/2013 - 00:37

stock47 11/07 18:08 – Alla sua interessante e raccapricciante ricostruzione, mi permetterei di aggiungere che a tale individuo Bentiveglia fu conferita la medaglia d'oro e/o d'argento al Valor Militare (?!) con esplicito riferimento anche all'attentato di Via Rasella. Non v'è chi non veda l'eroico atto di eroismo di questo eroe partigiano nell'aver contribuito in modo determinante all'eccidio di 335 connazionali restandosene con le chiappe ben nascoste come solo un siffatto eroe potrebbe fare.

cecco61

Ven, 12/07/2013 - 00:53

Andrebbe aggiunta, ad onor del vero, qualche altra precisazione. I militari tedeschi uccisi in Via Rasella di tedesco avevano solo l'uniforme. Erano la banda musicale del reggimento, tutti o quasi di Bolzano (quindi italiani e non avevano mai sparato un solo colpo se non con tamburi e grancasse) e, non essendo militari effettivi, non dormivano in caserma ma in una sezione distaccata. Quindi non solo fu un atto di terrorismo ma bensì una colossale vigliaccata. 10 contro 1 era poi Legge di Guerra (iniziata dagli Inglesi nel secolo precedente) e rifiutata da alcuni Stati con una Convenzione mi sembra nel 1906. La Germania, come altre Nazioni, non aderì a quella Convenzione e continuò a praticarla. Kappler, responsabile SS all'epoca, fu condannato per i 6 morti oltre i 10 ogni 1. Pagliacciata è stato quindi anche il processo a Priebke.
Leopardi50: basta sparare scemenze. Un conto è attaccare obiettivi militari, un altro mettere una bomba contro, di fatto, dei civili, ancorché in divisa. Oltre tutto i GAP sapevano benissimo dell'accordo in essere con le SS per la città e la popolazione di Roma. E guarda caso nella rappresaglia, furono beccati tutti i componenti delle altre formazioni partigiane quasi come se le SS già sapessero dove trovarli: i GAP restarono infatti padroni incontrastati di Roma. I Comunisti non si smentiscono mai.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Ven, 12/07/2013 - 01:57

L'ANPI non ha alcuna voce in capitolo considerando che non è composta da gente che ha combattuto. E' solo una delle tante organizzazioni fagocitate dal PCI e poi arrivate ai nostri tempi come semplice zerbino dei trinariciuti della peggior sinistra. QUINDI FAREBBERO BENE A TACERE PERCHE' NON HANNO ASSOLUTAMENTE NULLA DA DIRE SE NON LECCARE I PIEDI AL PD.

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