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A Piazza di Siena il Carosello dell’inclusione diventa “Experience”: violino live per i ragazzi del San Raffaele Viterbo

Domenica 31 maggio il Carosello torna nell’arena romana per la ventiduesima volta. Ragazzi con e senza disabilità in campo insieme, sulle note di Ludovico Einaudi eseguite dal vivo dalla violinista Natalia Dudynska

A Piazza di Siena il Carosello dell’inclusione diventa “Experience”: violino live per i ragazzi del San Raffaele Viterbo
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Ci sono ritorni che non sono semplici appuntamenti in calendario, ma capitoli di una storia collettiva. Oggi, nella giornata conclusiva dell’edizione del centenario di Piazza di Siena, il Carosello del San Raffaele Viterbo torna per la ventiduesima volta nell’arena romana. E quest’anno lo fa con una novità capace di rendere l’esibizione ancora più intensa, per la prima volta, il Carosello è accompagnato dal violino live di Natalia Dudynska, sulle note di “Experience” di Ludovico Einaudi.

In campo non entra soltanto una performance equestre. Entra una squadra. Ragazzi con e senza disabilità, insieme, in sella ai biondi Haflinger allevati e addestrati nel Centro di Riabilitazione Equestre della Casa di Cura San Raffaele di Viterbo. Sedici binomi e l’attacco danno vita a una coreografia in cui il passo dei cavalli, il movimento dei cavalieri e il suono del violino si intrecceranno in un unico respiro.

“È questa la forza più autentica del Carosello”, dichiara Piergiorgio Guidorzi, Direttore Sanitario della Casa di Cura, “trasformare l’inclusione in esperienza visibile, concreta, condivisa. Non due gruppi affiancati, ma una sola squadra. Giovani che condividono allenamenti, attese, emozioni, responsabilità e un sogno comune: entrare in campo, insieme, a Piazza di Siena”.

Il progetto nasce all’interno del Centro di Riabilitazione Equestre viterbese che opera con il supporto tecnico dell’Associazione Sportiva Dilettantistica AREDA. Fa parte del San Raffaele di Viterbo, struttura specializzata nella riabilitazione fisica, psichica e sensoriale per persone di ogni fascia d’età, dall’età evolutiva fino all’età adulta. La sua storia nasce alla fine degli anni Ottanta da un’intuizione semplice e rivoluzionaria. Il primo direttore della struttura comprese che, per alcuni ragazzi, il mondo esterno era ancora troppo distante, troppo diffidente, troppo impreparato ad accogliere davvero la sfida dell’inclusione. Scelse allora di rovesciare la prospettiva, se per i ragazzi era difficile entrare nel mondo, sarebbe stato il mondo a entrare da loro. Il maneggio fu aperto ai giovani del territorio e, da quel momento, pazienti della struttura e ragazzi di Viterbo iniziarono a condividere lo stesso spazio, gli stessi cavalli, gli stessi esercizi, le stesse cadute e le stesse conquiste. Da quella scelta controcorrente prende forma ancora oggi il senso più profondo del progetto: l’inclusione.

“Il ritorno a Piazza di Siena arriva a poche settimane da un anniversario importante. Lo scorso 12 maggio 2026, il Centro ha celebrato i suoi 40 anni di attività. Quarant’anni in cui il cavallo è stato molto più di uno strumento terapeutico: è stato ponte, linguaggio, relazione. Ha accompagnato bambini, ragazzi e adulti in percorsi di riabilitazione e crescita, aiutandoli a scoprire risorse, autonomie e possibilità spesso considerate irraggiungibili” conclude Guidorzi.

Quest’anno, la musica aggiunge un nuovo livello di emozione. Il violino di Natalia Dudynska accompagna il ritmo dei cavalli e il battito dei cavalieri, trasformando il campo in un palcoscenico in cui sport, cura e arte si incontrano. Sulle note di “Experience”, ogni figura del Carosello racconta una storia di fiducia, disciplina e coraggio.

Per la ventiduesima volta, il San Raffaele Viterbo porta a Piazza di Siena una

testimonianza concreta: l’inclusione funziona quando non resta ai margini, ma entra nel cuore della scena. Quando non è soltanto raccontata, ma vissuta. Quando le differenze non vengono cancellate, ma trovano un ritmo comune.

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