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Armani allarga gli occhi su hotellerie e pelletteria

La maison con Boston Consulting per spingere i margini verso l’alto. Stretta sulla ricerca del socio

Armani allarga gli occhi su hotellerie e pelletteria
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Lavori in corso per il rilancio del gruppo Armani. Dopo la scomparsa del patron Giorgio Armani, la maison ha avviato un nuovo corso che riguarda in primis il piano industriale e poi, come previsto dal testamento del fondatore, il tema dell'eventuale cessione (da settembre) di una quota fino al 15% del capitale.

Secondo Bloomberg, Armani ha affidato a Boston Consulting Group il compito di individuare le principali direttrici di sviluppo, concentrandosi in particolare su due segmenti finora marginali nel business del gruppo: l'hotellerie di lusso e la pelletteria. Quest'ultimo è un comparto che finora ha inciso solo marginalmente sui ricavi della maison, ma che rappresenta uno dei business più redditizi del lusso grazie agli elevati margini garantiti dagli accessori. Mentre l'ingresso nel primo business è utile a cavalcare un nuovo lusso percepito sempre più come esperienza oltre che come prodotto.

In questa direzione si inserisce anche la joint venture annunciata a gennaio con Symphony Global, la società di investimento di Mohamed Alabbar, fondatore di Emaar Properties, per accelerare lo sviluppo di hotel e resort Armani. Il marchio è già presente con strutture a Milano e Dubai e punta a espandere ulteriormente questo business.

L'obiettivo è trasformare queste due attività in nuovi motori di crescita, in una fase in cui il mercato del lusso sta rallentando dopo l'espansione registrata nel periodo post-pandemico. Secondo le indiscrezioni, il lavoro degli advisor non si limiterebbe a individuare nuove aree di sviluppo, ma riguarderebbe anche una revisione del posizionamento del marchio, della politica dei prezzi e del modello distributivo, con l'obiettivo di rafforzare la competitività del gruppo senza compromettere quell'esclusività che da sempre rappresenta il marchio Armani.

Parallelamente, il gruppo (che per ora non conferma ufficialmente le voci di un coinvolgimento di Boston Consulting) starebbe valutando anche il rafforzamento della struttura creativa di Emporio Armani attraverso la nomina di un nuovo direttore creativo di alto profilo.

Sul fronte societario, il passaggio più delicato arriverà da settembre. Il testamento di Giorgio Armani prevede infatti l'avvio delle valutazioni per la possibile vendita di una quota iniziale del 15% del capitale. L'operazione non è ancora stata decisa, ma rappresenta uno degli scenari che il consiglio di ammnistrazione dovrà esaminare. Obiettivo: rafforzare la struttura finanziaria del gruppo e affiancare alla famiglia un partner strategico. Tra i potenziali partner indicati dal fondatore figurano EssilorLuxottica, già licenziataria dell'occhialeria Armani, L'Oréal, che gestisce i profumi e la cosmetica del marchio, e LVMH, o comunque un gruppo di dimensioni analoghe.

Secondo le indicazioni

testamentarie, la quota da cedere potrebbe aumentare progressivamente fino a sfiorare il 70% nell'arco di cinque anni, mentre un'altra opzione presa in considerazione e che resta sul tavolo riguarda la possibile quotazione in Borsa.

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