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Poste scopre le carte su Tim, l'obiettivo è l'addio a Piazza Affari

Il piano è integrare l'ex monopolista tlc senza impatti occupazionali. Attese sinergie per 700 milioni

Poste scopre le carte su Tim, l'obiettivo è l'addio a Piazza Affari
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Parte oggi l'Opas di Poste Italiane su Tim che si concluderà l'11 settembre. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante (in foto) nel prospetto informativo ha scoperto le carte sul futuro dell'ex monopolista delle tlc. In caso di successo dell'operazione, l'obiettivo è arrivare al delisting di Telecom Italia per accelerarne l'integrazione nel nuovo perimetro industriale.

L'offerente, si legge nel testo, «intende, tra l'altro, addivenire al delisting di Tim al fine di perseguire gli obiettivi di creazione di sinergie e di crescita del gruppo Poste». Una precisazione accompagnata, tuttavia, da una clausola di prudenza: «L'offerente, alla data del documento di offerta, non ha assunto alcuna decisione in merito a eventuali future operazioni straordinarie relative all'emittente». Il prospetto ribadisce inoltre che Poste si riserva la facoltà di rinunciare alla condizione che prevede una partecipazione finale non superiore al 66,67% del capitale sociale e precisa che, indipendentemente dal delisting, «non esclude di poter valutare in futuro, a sua discrezione, la realizzazione di eventuali diverse operazioni straordinarie e/o riorganizzazioni societarie e di business», sempre «al fine di garantire l'integrazione delle attività di Poste e di Tim».

Un punto fermo riguarda invece l'occupazione. Nel documento si sottolinea che «non si prevede che l'offerta abbia conseguenze negative dirette sul complessivo organico del gruppo Tim quanto a condizioni di lavoro o di impiego». Alla base dell'operazione, infatti, c'è la volontà di rafforzare il modello di «società piattaforma» perseguito da Poste Italiane, integrando servizi finanziari, assicurativi, logistici e di telecomunicazione. Il gruppo sottolinea come il settore sia attraversato da «repentine accelerazioni e cambi di paradigma tecnologico» e come «la rivoluzione digitale e dell'Intelligenza Artificiale (agentic) in corso nel settore è destinata ad accelerare ulteriormente la domanda per i servizi forniti dall'emittente».

Il dossier mette anche nero su bianco le attese sinergie dell'operazione. Poste stima un potenziale complessivo di almeno 700 milioni di euro annui ante imposte a regime, di cui circa 500 milioni derivanti da sinergie di costo e oltre 200 milioni da sinergie di ricavo. Le prime dovrebbero essere realizzate entro due anni dal completamento dell'offerta, mentre le seconde nell'arco di tre anni.

Secondo il prospetto, il gruppo combinato nascerebbe con ricavi aggregati per circa 26,9 miliardi di euro, un risultato operativo di 4,8 miliardi e circa 140mila dipendenti. Un perimetro che includerebbe anche il mercato brasiliano, definito «un pilastro strategico rilevante».

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