L'anarchico Alfredo Cospito, 59 anni, resta al 41 bis. Lo ha deciso il tribunale di Sorveglianza di Roma rigettando il reclamo presentato dal suo difensore, l'avvocato Flavio Rossi Albertini, contro la decisione del ministero della Giustizia di rinnovare per altri due anni il regime di carcere duro. Cospito, attualmente detenuto a Sassari, è al 41 bis dal 2022.
Le condanne
Nel 2014 Cospito è stato condannato a 9 anni e 5 mesi di reclusione per la gambizzazione di un dirigente di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. In seguito, dopo un lungo iter processuale, gli è stata inflitta una condanna a 23 anni di reclusione per un attentato con ordigni esplosivi eseguito nel 2006 contro la scuola allievi carabinieri di Fossano (Cuneo). Contro il regime carcerario del 41 bis che gli è stato inflitto si è reso protagonista di uno sciopero della fame durato quasi sei mesi.
Su cosa verteva il ricorso
Presentato dall'avvocato Albertini, aveva contestato le motivazioni alla base del decreto ministeriale. Nel provvedimento, composto da 75 pagine, vengono richiamati i pareri favorevoli espressi dalla Direzione nazionale antimafia, dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino e dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione del Viminale. Secondo le valutazioni degli investigatori, l'area anarchica che continua a fare riferimento alla figura di Cospito rappresenterebbe ancora un concreto pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Per questo motivo, il ritorno a un regime detentivo meno rigido potrebbe consentire la ripresa di collegamenti e scambi di informazioni con ambienti ritenuti di matrice eversiva. Tra gli elementi richiamati nel decreto compare anche quanto accaduto il 19 marzo scorso nel Parco degli Acquedotti, a Roma, dove persero la vita Sandro Mercogliano e Sara Ardizzone mentre stavano maneggiando un ordigno all'interno di un edificio abbandonato. Per gli inquirenti quell'episodio rappresenterebbe un'ulteriore conferma dell'esistenza di nuclei anarchici ancora attivi e radicalizzati.
La difesa aveva cercato di confutare questa ricostruzione. Secondo il legale di Cospito, gli ultimi attentati rivendicati dalla Federazione anarchica informale risalgono ormai al biennio 2022-2023 e successivamente non sarebbero emersi episodi riconducibili alla stessa organizzazione. Rossi Albertini ha inoltre sottolineato che né Mercogliano né Ardizzone avrebbero avuto legami con la Fai. Il primo era stato assolto dall'accusa di appartenenza all'organizzazione nel processo "Scripta Manent" di Torino, mentre la seconda era stata assolta nell'inchiesta "Sibilla" della procura di Perugia, relativa alla rivista anarchica "Vetriolo".
Tra i rilievi avanzati dalla difesa figura anche il richiamo, contenuto nelle motivazioni del rinnovo del 41 bis, a procedimenti giudiziari nei quali l'accusa di associazione con finalità di terrorismo è successivamente caduta. Oltre all'inchiesta sulla rivista "Vetriolo", viene citata anche l'operazione "Byalistok" del 2020, che coinvolse alcuni frequentatori del centro sociale Bencivenga di Roma.
Secondo la Sorveglianza i rischi persistono
Nonostante le obiezioni difensive, gli investigatori ritengono che Cospito continui a esercitare un ruolo di riferimento all'interno della galassia anarchica e che possa ancora
trasmettere indicazioni all'esterno anche dal carcere. Nelle motivazioni del decreto si evidenzia inoltre il "rischio che il detenuto possa mantenere un flusso di informazioni" attraverso i colloqui autorizzati con la sorella.