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Retrogusto

I sapori di Mykonos/1: Shisu e Almiriki Beach&Taverna

Un’isola che non è soltanto mare e movida, ma anche cucine di tutto il mondo. Come quelle dei ristoranti di Myconian Collection, l’unica catena di alberghi dell’isola interamente autoctona: prima puntata dedicata al giapponese contemporaneo dell’Imperial Resort e al delizioso locale sulla spiaggia del Sunrise, che propone il meglio della gastronomia greca

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Pochi potrebbero immaginare, vedendo la Mykonos attuale, che quest’isola tra le più belle e fortunate delle Cicladi nell’Ottocento era nota solo ai pochi abitanti e agli archeologi. Oggi invece l’”isola dei venti” è una delle destinazioni più amate dal jet-set ma anche da turisti di ogni genere che godono delle bellissime spiagge, delle acque azzurre, dei mulini a vento, della proverbiale tolleranza e della movida molto intensa.

Tra i principali protagonisti della nascita del mito di Mykonos c’è certamente George Daktylides, che negli anni Sessanta lavorava come conducente degli autobus che trasportavano i lavoratori delle miniere di barite. Essendo il giovane piuttosto intraprendente, convinse i fratelli a mettere su una propria compagnia di trasporti con una flotta di 25 autobus; poi, dopo aver sposato Eleftheria, intuì che il business del futuro fosse il turismo, e aprì nel 1979 un primo bed and breakfast, Kohili, sulla collina sopra Mykonos Town. Il successo spinse la coppia ad aprire altre piccole strutture, ma la vera svolta arrivò con la decisione di puntare su strutture di lusso. Datkylides nel 1987 aprì a Platis Gialos l’Ambassador, il primo cinque stelle dell’isola e il primo a essere affiliato a Relais & Châteaux.

Oggi quell’albergo è l’ammiraglia di un gruppo, Myconian Collection, che ha la peculiarità di essere l’unico dell’isola autoctono, ancora in mano alla famiglia fondatrice locale (oggi sono i quattro figli di George e Eleftheria a gestirli) e presente solo a Mykonos. Oggi conta 14 hotel con identità, dimensioni e posizionamenti differenti, seguendo la scelta di non replicare lo stesso modello alberghiero. Alberghi che si trovano in cinque diverse zone dell’isola, tra le più belle e rilevanti da un punto di vista turistico, e diversi dei quali sono affiliati a network internazionali come Relais & Châteaux, The Leading Hotels of the World, Design Hotels e Preferred Hotels & Resorts.

Io ho avuto la fortuna di visitare i ristoranti di alcuni di essi e posso dirvi senza dubbio che anche da un punto di vista gastronomico Myconian Collection è una tavolozza niente male, anche grazie alla visione complessiva del corporate chef Tasos Almpanis. Ho suddiviso il mio racconto in due puntate, con due locali per una.

Per primo, in una struggente serata dei primi di luglio, ho provato Sishu, un elegante ristorante giapponese che si trova a bordo della piscina dell’Imperial Resort a Elia Beach, uno degli hotel più romantici della collezione. Si tratta di un sushi restaurant con uno stile izakaya che si avvantaggia della mano felice dello chef Meiwang Ke Stevens, con una lunga esperienza nel Paese del Sol Levante. Molto ricco il menu, da cui io ho pescato un Sashimi misto di salmone, spigola, tonno e ricciola, condito da una salsa chili di soia e aglio. Poi, restando agli antipasti ma spostandomi su quelli caldi, ecco cinque succosi gamberi in tempura. Poi una King Crab Tartare molto carnosa e piacevolmente piccante. Quindi ho avuto la possibilità di provare i tradizionali piatti di sushi: degli Uramaki Rolls (8 pezzi) in diverse varianti (il Tiger è con tempura di gambero, avocado, maionese e uova di pesce volante. Davvero buono), alcune delle quali signature come gli opulenti Super Volcano Roll con King Crab, avocado, frutti di mare, salmone, capasanta, tartufo, maionese piccante e salsa teriyaki, che arrivano in tavola letteralmente fiammeggiando. Non ho provato, ma mi sono apparsi appetibilissimi, i piatti principali a base di noodles mendake (di frumento) e udon (di grano tenero), di riso fritto e di carne e pesce. Tra i dolci il Matcha Custard con briciole di sablé all’olio di oliva e l’Exotic cheesecake con una base di biscotto al cocco e nocciola, crema mango e frutto della passione e una deliziosa crosticina caramellizzata. Carta dei vini con molta Grecia di alto livello, servizio impeccabile.

Il giorno dopo a pranzo mi sono spostato al Sunrise, sulla bellissima Agrari Beach, per un pranzo trionfalmente greco all’Almiriki Beach&Taverna, un ristorante letteralmente piedi-nella-sabbia che può andar bene sia per uno snack tra un bagno e una partita a racchettone sia per un pranzo vero e proprio. Lo chef è Elias Maslaris. Il meglio è negli antipasti, che riempiono il tavolo di colori e allegria: Tarama con bottarga, Tzatziki, il magnifico Carpaccio di polpo, la Tartare di tonno piccante, i Calamari fritti, la buonissima Almiraki salad con patate, carote, zucchine, cipolle, carciofi, capperi ed erbe mediterranee fresche, il formaggio Halloumi grigliato. Sarebbe bastato anche solo questo per essere felici, ma io ho aggiunto – dopo aver dribblato alcuni piatti di pasta comunque molto gettonati – un Filetto di spigola accompagnato da certe notevoli verdure grigliate. Avrei voluto saltare il dolce, ma mi hanno caldeggiato il Galaktoboureko e la mia resistenza è stata flebile: trattasi di una tortina alla crema con pasta fillo croccante al burro e un gelato alla vaniglia. Devo dire che mai consiglio fu migliore. Un pranzo assolato ma vivificato da un piacevole venticello che mi ha fatto capire che la cucina greca tradizionale è da noi decisamente sottovalutata. Servizio gentile e premuroso ma con tempi vacanzieri, carta dei vini di buona fattura (anche se io ho assaggiato solo un calice di un bianco fresco e minerale, il Malagousia di Panagiotopoulos.

A domani per gli altri due ristoranti miconiani.

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