Eni consolida la propria strategia sul gas con due operazioni di rilievo che rafforzano la presenza del gruppo sia nel Mediterraneo sia in Sud America, confermando la linea di crescita impressa dall'amministratore delegato Claudio Descalzi (in foto) e il ruolo dell'azienda nella sicurezza energetica nazionale.
In Libia, insieme alla National Oil Corporation (Noc) attraverso la joint venture Mellitah Oil & Gas, il Cane a sei zampe ha annunciato l'avvio della produzione di idrocarburi resa possibile dal progetto offshore Sabratha Compression. L'intervento, sviluppato nel giacimento Bahr Essalam, a circa cento chilometri dalla costa, consentirà di mantenere la produzione anche in condizioni di bassa pressione, compensando il naturale declino del giacimento e aumentando i volumi di gas di circa 800 milioni di metri cubi l'anno, oltre ai condensati. Le nuove forniture contribuiranno ad alimentare la produzione elettrica libica, a rafforzare la sicurezza energetica del Paese e ad accrescere le esportazioni verso l'Italia attraverso il gasdotto GreenStream.
Parallelamente, il gruppo guidato da Descalzi entra nell'upstream del progetto integrato Argentina Lng con l'acquisizione del 32% di tre blocchi nel bacino non convenzionale di Vaca Muerta. Una volta ottenute le autorizzazioni, le quote saranno ripartite tra Ypf (36%), Eni (32%) e Xrg (32%). Le risorse contribuiranno ad alimentare una capacità di liquefazione pari a 12 milioni di tonnellate annue di Gnl.
"Il nostro ingresso nel bacino non convenzionale di Vaca Muerta rafforza la capacità di Eni di sviluppare risorse di gas su scala mondiale e di convertirle in Gnl competitivo destinato ai mercati internazionali", ha dichiarato il direttore generale Global Natural Resources, Guido Brusco ricordando che si tratta di "uno dei bacini non convenzionali più ricchi di risorse al mondo: la nostra partecipazione ci posiziona lungo l'intera filiera, dall'upstream argentino fino alla fornitura di Gnl ai clienti internazionali".