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Tg1, la Capparelli si dimette da vicesegretaria dell’Usigrai

La decisione dopo i dissidi interni nel sindacato. La solidarietà alla collega da parte dell’Unirai

Tg1, la Capparelli si dimette da vicesegretaria dell’Usigrai
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Gli attriti registrati all’interno dell’Usigrai dopo i dissidi emersi nel corso dell’ultima riunione hanno lasciato il segno. Gabriella Capparelli. che si era opposta alla linea di contrapposizione che il sindacato Rai intendeva seguire nei confronti del direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci a seguito dell'intervista rilasciata a Telenord, si è dimessa via mail dal ruolo di vicesegretaria dell’Usigrai. A darne conferma è proprio il segretario del principale sindacato dei giornalisti Rai, Daniele Macheda, il quale ha confermato però che Capparelli resterà nell’esecutivo di Usigrai «come da mandato congressuale».
Sara Verta, segretario di Unirai, interpellata telefonicamente dal Giornale, commenta: «È una vicenda dolorosa che esprime un travaglio interiore che merita grandissimo rispetto e vicinanza». Verta, quindi, esprime a Capparelli «la vicinanza di tutti i colleghi di Unirai» e aggiunge: «Gabriella è una donna equilibrata e di grandi doti, calabrese come me e tenace come tutti i bruzii e a lei rinnovo i miei sentimenti di amicizia». Passando, poi, al comportamento dell’Usigrai, Verta spiega: «È l'ennesima conferma di un modo di fare sindacato che privilegia logiche ideologiche e posizioni precostituite, rispetto al confronto interno e al pluralismo».
Verta sottolinea: «Unirai è nata proprio per necessità: per dare voce a tanti colleghi che non si riconoscono più in metodi padronali e in un sindacalismo a senso unico». E ancora: «Noi crediamo nella democrazia, nel rispetto delle diverse opinioni e nel confronto, anche quando le posizioni sono differenti». Il segretario di Unirai, infine, ricorda: «Numerosi colleghi hanno lasciato Usigrai stanchi di battaglie politiche mascherate da iniziative sindacali. Il nostro obiettivo resta rappresentare tutti i colleghi, senza pregiudizi e senza usare il sindacato come strumento di contrapposizione ideologica».

Unirai, in una nota diffusa alle agenzie, ha ribadito che «il sindacato deve essere strumento di perequazione e di promozione dei diritti. Non può assolutamente privilegiare logiche ideologiche e posizioni precostituite rispetto al confronto interno e al pluralismo».

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