Clima teso, caos, proteste e polemiche alla commemorazione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle, al Bois du Cazier, dove l’8 agosto 1956 morirono 262 minatori. La cerimonia, alla quale ha partecipato la delegazione italiana guidata dal presidente del Senato Ignazio La Russa, è stata segnata prima da una manifestazione all’esterno dell’ex miniera e poi dalla protesta di alcune persone presenti nel piazzale e appartenenti al sindacato belga e alla Cgil, che durante l’intervento di La Russa si sono voltate di spalle al palco.
Il presidente del Senato in un post su X ha scritto: “Mentre a Marcinelle leggevo, su Sua delega, il messaggio del Presidente della Repubblica, un gruppo di persone, italiane e straniere, con i fazzoletti rossi al collo mi voltava ostentatamente le spalle. Lo stesso è avvenuto mentre parlava la vicepresidente del Parlamento europeo, l’onorevole Antonella Sberna”.

La seconda carica dello Stato subito dopo ha aggiunto: “Non ho ritenuto di sporcare la sacralità del luogo e della ricorrenza e li ho ignorati. Ma, mentre concludevo, ho ricordato a me stesso che nel 1994 al vicepresidente del Consiglio italiano, Giuseppe Tatarella, un certo Elio Di Rupo, allora vicepresidente del Governo belga di sinistra, negò anch’egli ostentatamente la stretta di mano. E avere immeritatamente un trattamento simile a quello riservato a Pinuccio Tatarella mi ha inorgoglito. Di Rupo, a differenza di Tatarella, ha lasciato poca traccia, o forse solo gli squallidi epigoni di Marcinelle, visti di spalle, quasi fossero in fuga dalla realtà”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Tremaglia, nipote dello storico dirigente Msi: “Ero presente oggi a Marcinelle e purtroppo, oltre a vedere, ho sentito con le mie orecchie i commenti ai limiti dell’ingiurioso di alcune esponenti della Cgil. La polemica politica esiste e la comprendo, quello che non comprendo è volere politicizzare e strumentalizzare il 70esimo anniversario della morte di centinaia di persone. Utilizzare un anniversario come quello odierno per polemiche ad personam è una scelta indegna che qualifica chi la compie molto più di chi ne è destinatario”.
“La contestazione dei sindacati, pare ibelgi di Fgbt (Federazione Generale del Lavoro Belga) contro un governo legittimo e democratico che guida l’Italia dopo aver vinto le elezioni politiche nel 2022 dimostra l’impresentabilità e l’inaffidabilità delle sinistre europee. Aver scelto il tragico della morte nella miniera di Marcinelle di 262 lavoratori di cui 136 italiani testimonia il loro cinismo, la visione materialista della società e quella freddamente opportunistica della lotta politica. I morti sul lavoro rispetto al ”mostro Meloni" evaporano nell’aere per lasciar posto a una protesta infame, mettersi di spalle rispetto alla seconda carica dello Stato italiano mentre legge il messaggio del presidente della Repubblica Mattarella, perché di destra. Landini e Schlein facciano qualcosa di sinistra, solidarizzino con il governo e con Mattarella, prendano le distanze dai loro colleghi belgi che, proprio loro, hanno indotto a giudicare il nostro come un esecutivo demoniaco e tirannico. E soprattutto dicano che di fronte ai minatori rimasti uccisi ci si alza in piedi e si osserva il silenzio, non ci si gira di spalle”, ha tuonato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.
