Doctor Dolittle è rimasto nell’immaginario di grandi e piccini perché parlava con tutti gli altri animali. Cosa, nella realtà, molto complicata. Non tanto il farsi capire, quanto comprendere il loro linguaggio e rispondere usando quello stesso linguaggio. Quindi non valgono, almeno per quello che vi sto per dire, i tanti casi di scimpanzé, gorilla e bonobo che hanno imparato il linguaggio dei segni, poiché hanno imparato a esprimersi attraverso un codice insegnato da noi. E neppure gli esperimenti con cetacei, balene e delfini soprattutto, nei quali siamo riusciti a riprodurre alcuni richiami e ottenere una risposta, senza però saper ancora costruire consapevolmente un messaggio nuovo nella loro lingua.
Julie Elie, neuroscienziata dell’Università della California a Berkeley, ha invece vinto il Coller-Dolittle Prize 2026, centomila dollari, per oltre dieci anni di lavoro sulle vocalizzazioni dei diamanti mandarini. Ha individuato undici tipi fondamentali di richiamo, distinguendo non soltanto che cosa comunicano, ma perfino le firme vocali individuali. In sostanza gli uccelli annunciano chi sono («ciao, sono Giorgio»), dove si trovano («sul quarto ramo a destra, quello storto») e che cosa stanno facendo («sono single, avete visto che bell’uccello che sono?»).
Inoltre, facendo ascoltare richiami modificati, Elie ha mostrato che gli uccelli non reagiscono semplicemente a una determinata sequenza sonora, ma al significato trasmesso. Se ne alteri il suono conservandone la struttura informativa, continuano a capirlo. L’apprendimento automatico è servito a isolare e classificare le unità vocali, mentre la verifica è comportamentale: (l’IA, per una volta, non c’entra, se non come strumento di raccolta e catalogazione delle informazioni)
Il premio fa parte di una competizione che promette dieci milioni di dollari a chi riuscirà a dimostrare una vera comunicazione bidirezionale con un’altra specie. Quest’anno erano finalisti anche studi su scimpanzé, bonobo e topi e una cosa che vi chiederete è: se il premio è di dieci milioni, come mai Elie ne ha presi “solo” centomila? Perché i dieci milioni andranno a chi risolverà davvero il problema della comunicazione interspecie (e temo che se capiremo cosa dicono molti animali di cui ci nutriamo diventeremo tutti vegetariani).
E infine qui mi giro e guardo lì sul divano Ginger e Candy, le mie due chihuahua incrociate con pinscher e con due deficienti,
perché l’unica cosa che capiscono è “biscotto”, che oltretutto è in lingua umana e quindi non vale. Non mi darebbero neppure un euro. Tra l’altro dove voglio andare, non riesco neppure a comunicare con gli altri esseri umani.