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Scienze e Tecnologia

IT Wallet obbligatorio: la svolta digitale di agosto per la Pubblica Amministrazione

In programma la digitalizzazione di ulteriori 200 documenti: cosa dobbiamo attenderci prossimamente

Multe, tributi e atti ufficiali arrivano sull'app IO: come funziona il servizio SEND

Pur non avendo ancora avuto la diffusione capillare che ci si attendeva fin dal momento del suo lancio, al giorno d’oggi in Italia si contano più di 10 milioni di adesioni per IT Wallet, il portafoglio digitale integrato nell’app IO.

Introdotto in via sperimentale nel 2024 e sviluppato dall’Ipzs, il servizio ha superato i 17 milioni di documenti caricati, anche se per il momento la scelta è ristretta a patente, tessera sanitaria e carta europea della disabilità. Conclusa questa fase, ora il progetto si evolve verso una massiccia espansione che coinvolgerà oltre 200 nuove categorie di documenti, tra cui carte d’identità, passaporti, attestati di studio, Isee, certificati anagrafici e tessere elettorali.

La fase di test è ufficialmente conclusa con la pubblicazione lo scorso 3 agosto in Gazzetta Ufficiale del decreto 19 marzo 2026, per cui l’IT Wallet diventerà presto imprescindibile per la PA. A guidare la transizione operativa è PagoPA S.p.A., la tech company pubblica dietro l’app IO, incaricata di veicolare il portafoglio digitale in primis verso la Pubblica Amministrazione e successivamente anche alle aziende private interessate all’integrazione.

La governance della società viene modificata in base alle indicazioni del recente decreto Pnrr: una volta ottenute le autorizzazioni necessarie, l’Ipzs deterrà il 51% del capitale, mentre Poste Italiane controllerà il restante 49%. In base all’articolo 3 dello stesso testo di legge, la Zecca dello Stato opererà come unico soggetto abilitato all’emissione delle credenziali digitali basate sui dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente: il processo di rilascio sarà ovviamente subordinato a una verifica d’identità condotta dall’Ipzs tramite Spid o Cie.

La normativa delinea una precisa scansione temporale. La prima scadenza è fissata al 3 agosto 2027: entro questo termine, ogni ente locale e amministrazione pubblica deve completare la registrazione come “fonte autentica” per alimentare il sistema con i propri flussi di dati. La seconda è il 3 febbraio 2028, momento a partire dal quale la Zecca dello Stato potrà rilasciare i titoli digitali veri e propri, dopo i necessari controlli di sicurezza sull’identità dell’utente. Questo impianto di regole introduce un obbligo di conformità che grava interamente sulle strutture pubbliche, mentre l’adozione da parte dei privati cittadini resta su base volontaria, per cui non ci sarà alcun vincolo a utilizzare il portafoglio digitale. Entro l’inizio dell’autunno dovrebbero poter essere caricati anche i titoli di studio, le iscrizioni scolastiche/universitarie e il certificato di residenza, mentre poco dopo sarà il turno dell’Isee e della tessera elettorale.

Oltre alla prossima introduzione di altri numerosi documenti in digitale in IT Wallet, l’altra novità importante è la possibilità di accedere alle sue funzioni anche da parte di minorenni: lo prevede un emendamento al decreto Pnrr approvato in commissione Bilancio alla Camera, che completerà l’iter legislativo entro il 21 aprile, fissando a 14 anni la soglia minima d’ingresso e quindi superando l’obbligo del compimento della maggiore età. Per accedere a IT Wallet, gli over 14 non avranno più bisogno “dell’assenso dell’esercente la responsabilità genitoriale”.

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