Smartphone, computer, tablet, tutto costerà di più, e non c’entrano stavolta i dazi di Trump, c’entra l’intelligenza artificiale. E no, neppure perché l’AI dentro i dispositivi li fa costare di più, è che si stanno comprando tutti i chip. A dichiararlo è stato Tim Cook al Wall Street Journal: “Purtroppo gli aumenti di prezzo sono inevitabili”. Ha spiegato che fino a adesso Apple ha cercato di proteggere i clienti contenendo i prezzi (ammazza, pensate se non li avessero contenuti) solo che “la situazione è diventata insostenibile”. Non si parla di spiccioli. Il Wall Street Journal, usando stime di TechInsights, ha calcolato che il prezzo al pubblico di un futuro iPhone 18 Pro potrebbe salire sensibilmente per il solo aumento di DRAM e NAND. La stima ipotetica è che un iPhone Pro attuale passerebbe da 1.099 dollari a circa 1.299 dollari. (Per chi non fosse pratico: i rincari colpiscono la DRAM, la memoria usata mentre il dispositivo lavora, e la NAND, dove finiscono fotografie, video, applicazioni e file, mentre nel frattempo i produttori privilegiano la HBM, la costosissima memoria a larghissima banda richiesta dai server per l’intelligenza artificiale. Insomma, l’AI non si prende necessariamente la memoria del nostro telefono: convince le fabbriche a produrre altro). Vale per tutti, beninteso, non solo per Apple. I produttori stanno destinando una quota crescente della capacità industriale alle memorie per i data center AI, che garantiscono margini maggiori, per cui diminuisce l’offerta per telefoni, computer, console, automobili e perfino apparecchiature mediche. In sostanza le Big Tech stanno facendo razzia di chip di memoria (la nostra deve ricordarsi quanto abbiamo sul conto corrente), una nuova corsa dell’oro che lascia i consumatori o a bocca asciutta o col portafoglio vuoto. Inutile dire “a me dell’intelligenza artificiale non me ne frega niente”, si paga lo stesso, quasi fosse una tassa tecnologica per una scommessa (perché non è detto che alla fine tutto questo non finisca in un fallimento o in un collasso, la cosiddetta bolla, senza contare licenziamenti già in atto, ecc) imposta a tutti da un gruppo di aziende miliardarie. Il paradosso è proprio che i costi ricadranno e stanno già ricadendo su qualsiasi hardware, anche sui dispositivi senza AI.
Morale della favola dell’AI: “Ma quanto hai pagato questo telefono?” “Mille euro”. “E la miseria. Però almeno avrà un’intelligenza artificiale potentissima”. “No, non ce l’ha”. “E allora perché costa così tanto?” “Perché l’intelligenza artificiale è finita tutta negli altri. Che costano il triplo”.