Il fulmine arriva a 20 minuti dalla supersfida: non è il temporale dei giorni scorsi, ma poco ci manca. Arnaldi si ritira dal Roland Garros per un virus, sarà Cobolli l'italiano in finale a Parigi. Senza giocare, senza diretta Tv in chiaro: un giorno di riposo in più per Flavio, non un bel giorno per il tennis italiano, perché certe cose si risolvono sul campo. Soprattutto quando c'è da fare la Storia.
Finora a Parigi c'erano state rinunce solo a semifinali iniziate (Nalbandian 2006, Zverev 2022, Musetti 2025), ma mai per un walkover. "Giovedì sera ho cominciato a non sentirmi bene - spiega così Matteo, pallido, in conferenza stampa -: avevo problemi di stomaco: all'una di notte ho cominciato a vomitare e non ho dormito. Poi alle sei sono stato peggio: il medico mi ha dato delle pastiglie, speravo di aver solo mangiato qualcosa di sbagliato a cena. È difficile essere qui a raccontarlo: con tutte le ore che ho passato in campo". Ora toccherà a Cobolli vendicarlo e non sarà facile, perché dall'altra parte della rete c'è il super favorito del torneo. E allora: come si batte Alexander Zverev? Anche quella del tedesco è una lunga sfida contro la sfortuna: quattro anni fa a Parigi, per dire, lottava in semifinale alla pari contro Rafa Nadal quando la caviglia si è incagliata sulla terra rossa umida: l'urlo, tre legamenti saltati, l'uscita in carrozzina disperato, mesi di stop. È una rivincita per Mister No Slam, alla seconda finale al Roland Garros. Sarebbe giusto fare il tifo per lui, se non fosse che incontrerà un italiano.
Sette Masters 1000, due Atp Finals, un oro olimpico: manca il trofeo più bello. "Riuscirai a focalizzarti su te stesso con tutta la gente che grida intorno a te?" gli chiede Alex Corretja dopo la vittoria su Mensik (7-5, 6-2, 3-6, 6-3). Risposta: "Mio padre coach là in tribuna in 25 anni non ha mai detto nulla, e a volte avrei voluto sentirlo". "Forse non ne aveva bisogno". "Non credo, di partite ne ho perse tante". Infatti: domani sarà la quarta finale di un Major, due le ha perse al quinto set, in una (2021, New York, contro Thiem) era avanti due set e un break e ha servito per il titolo. Zverev lotta anche contro il diabete di tipo 1 ("Voglio essere d'esempio: si può fare una vita normale, anche d'atleta perfino"), ed ha anche una gioventù turbolenta: l'ex fidanzata lo accusò di averla quasi strangolata, (è finita con un accordo extragiudiziale).
Ora è un uomo cresciuto, spesso arguto ed anche divertente. A 29 anni è l'ora dell'ultimo passo, "ma a volte per vincere a tennis servirebbe essere stupido". Ecco la risposta alla fine. Cobolli prenda nota.Oggi finale femminile (ore 15): Chwalinska-Andreeva.