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Tennis

Sinner e il recupero al ginocchio: i rischi di uno stop così prolungato

Meno di 10 gare in tre mesi: l’azzurro è fermo dalla finale di Wimbledon e rientrerà soltanto agli Us Open, quali sono i pro e i contro di questa scelta

Jannik Sinner during the match between Jannik Sinner (ITA) vs Daniil Medvedev at the Italian Open in Rome, Friday, May 15, 2026. (Alfredo Falcone/LaPresse)

“Non sono ancora pronto a competere”. Con queste parole, ieri, Jannik Sinner ha alzato bandiera bianca in vista del Masters 1000 di Cincinnati. Nessuna partenza per gli Stati Uniti (per ora) ma continua il recupero in Italia per un ginocchio destro ancora un po’ malandato che continua a dargli qualche problema. Uno stop così lungo dalle competizioni, però, il numero uno del mondo non lo viveva dal caso Clostebol con i tre mesi forzati di riposo.

Presente soltanto agli Slam

Jannik è passato dal Roland Garros con l’eliminazione choc al secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo a causa di un malore che lo ha poi costretto a controlli approfonditi e presentarsi ai nastri di ripartenza direttamente sull’erba di Wimbledon, dove ha trionfato. Adesso la vista è direttamente sull’ultimo Slam dell’anno, gli Us Open newyorkesi in programma dal 30 agosto al 13 settembre. In pratica, dunque, soltanto sette gare in 90 giorni: pochissime, se si pensa al tour de force che non gli ha fatto saltare un torneo tra la fine del 2025 e la prima parte del 2026 dove ha ottenuto il record di Masters 1000 vinti consecutivamente (ben sei, mai nessuno come lui).

Cosa può succedere

È chiaro ed evidente che la linea del team Sinner è cambiata: priorità (giustamente) alla salute e al recupero psico-fisico, dopodiché si gareggia. Se da un lato si tratta sicuramente di un “pro”, in questo caso i rischi sono però elevati. I tornei “minori” prima degli Slam consentono agli atleti di “rodarsi” per farsi trovare pronti agli appuntamenti più importanti e ricchi del circuito. Lo abbiamo visto a Wimbledon quando, al primo turno, Sinner ha tremato contro Kecmanovic entrando in forma gradualmente.

Anche agli Us Open potrebbe avvenire lo stesso: ricordando che gli Slam si giocano al meglio dei cinque set, l’azzurro arriverà a Flashing Meadows senza aver giocato nessuna competizione precedente se non la finale londinese del 12 luglio.

Dunque, qualora il sorteggio non fosse benevolo, Sinner potrebbe trovarsi già di fronte ad avversari di livello che avranno magari già messo alcune ore di gioco nella gambe in tornei precedenti. Ovviamente, il team del numero del mondo lo sa, ha calcolato tutto, ma in questa fase della vita tennistica dell’azzurro prevale la linea “conservativa” che evita rischi più importanti. E poi, comunque, il cemento è la superficie preferita del numero uno del mondo che non impiegherà così tanto tempo per ritrovare la giusta confidenza.

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