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Il derby una dura prova per le sue doti di corridore

Matteo Arnaldi è già entrato nella storia

Il derby una dura prova per le sue doti di corridore
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Chiamatelo il Maratoneta'. Perché Matteo Arnaldi è già entrato nella storia: da quando infatti nel 1991 l'ATP ha iniziato a misurare la durata degli incontri, nessuno ha trascorso più tempo dentro il rettangolo di gioco per qualificarsi a un quarto di finale Slam. Per battere nell'ordine Tallon Griekspoor, Stefanos Tsitsipas, Raphael Collignon e Frances Tiafoe, il 25enne sanremese è rimasto in campo complessivamente diciassette ore e quarantadue minuti, ovvero una media di quattro ore e venticinque per ciascun incontro. Va da sé che oggi l'azzurro potrebbe accusare la fatica, ma è anche vero che certe vittorie regalano autostima a tonnellate: «Contro Tiafoe non è stato solo tennis, ma qualcosa di altro e di più». Una battaglia pazzesca, vinta in rimonta con recuperi incredibili e una vittoria impronosticabile per come si era messa la partita.

Le sue doti di grande corridore e difensore saranno oggi messe a dura prova da Berrettini, ma Arnaldi vuole ancora stupire: nel frattempo, entrato in tabellone dalla posizione numero 104 al mondo (complice un lungo recupero dopo un infortunio a un piede), si è già preso un posto nella storia.

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