Alla vigilia di uno dei match più importanti della sua carriera, quello che potrebbe consegnargli il primo agognato Slam da mettere in bacheca dopo tre finali perse con Thiem agli US Open 2020, con Alcaraz al Roland Garros 2024 e con Sinner agli Australian Open 2025, Alexander Zverev è finito nell'occhio del ciclone per via di una battuta fatta dopo il match di semifinale vinto contro Jakub Mensik.
Il 29enne tedesco, evidentemente in preda all'euforia del momento, si è lasciato andare un po' troppo durante la chiacchierata con Alex Corretja, ex tennista spagnolo due volte finalista al Roland Garros nelle edizioni del 1998 e del 2001. "Molta gente si chiede spesso che cosa passi nella testa quando si salgono quelle scale che portano al campo, quando viene chiamato il tuo nome. Cosa accade a te? Sei nervoso?", domanda Corretja.
"Vuoto totale", risponde ironicamente Sasha, "non c'è assolutamente nulla nella mia testa". E fin qui si sarebbe potuto tranquillamente accettare, ognuno vive la tensione di quegli attimi in modo del tutto personale. Nadal, ad esempio, saltava e correva lungo il corridoio per tenere alta la tensione e riscaldare i muscoli, Federer aveva un atteggiamento più compassato, niente di strano che uno possa volersi completamente estraniare dal mondo circostante svuotando la mente. Il peggio, tuttavia, è arrivato nel momento in cui Zverev ha voluto alzare il tiro coinvolgendo non solo i colleghi tennisti ma più in generale gli sportivi professionisti.
"Ad essere onesti, noi siamo atleti e sono molto pochi quelli di noi che hanno qualcosa in testa", aggiunge Sasha, scatenando l'ilarità del pubblico del Philippe Chatrier. "Quindi a volte è più facile essere stupidi e non pensare troppo", conclude, riferendosi alla strategia migliore da adottare prima di scendere in campo.
Battuta mal riuscita o calibrata male? Qualunque fosse l'intenzione di Zverev una cosa è certa, non ha centrato il bersaglio, dal momento che tanti colleghi non hanno digerito la sua uscita.
"Come fai a dire che gli atleti non hanno testa? Parla per sé, ma siamo tutti sulla stessa barca. È folle persino pensarlo, non solo dirlo in campo. È una mancanza di rispetto enorme verso i giocatori e verso gli atleti in generale", ha replicato piccata l'ex tennista francese Alizé Cornet. Più pesante la replica arrivata via Instagram da parte di Andrea Collarini. "Non è la prima volta che Zverev dice certe cose", attacca il tennista argentino 34enne, "giocare in finale al Roland Garros non ti dà il potere di parlare a nome di tutti. Che idiota. Forza Flavio".
La sua non è una voce isolata, dal momento che in tanti hanno deciso di schierarsi da parte dell'italiano proprio a causa della battuta di Zverev. La strada verso il tanto agognato Slam dovrà passare obbligatoriamente anche attraverso una certa ostilità dei colleghi.