Le 10 catastrofi subite dal mondo per colpa del pc

Effetti collaterali della dipendenza tecnologica: dalla guerra nucleare sfiorata alle avarie nello spazio. La più costosa? La "profezia" del baco del Duemila

Sbagliando s’impara, recita l’adagio inventato per consolare gli imbranati. Ma il proverbio ammette almeno un’eccezione: se l’errore scatena una guerra mondiale che riduce il pianeta in cenere, difficilmente si potrà far meglio la prossima volta. Improbabile? Qualcuno lo dica a Stanislav Petrov, l’ufficiale sovietico di guardia la sera del 1983 in cui il sistema informatico di allarme anti missili dell’Urss segnalò un attacco proveniente dall’odiato nemico americano. Era un malfunzionamento del software e solo l’intuito di Petrov evitò che la guerra fredda andasse in ebollizione.

La storia recente insegna che il disastro è sempre in agguato. E nella nostra epoca sempre più tecno-dipendente, alcune delle peggiori catastrofi sono passate attraverso il computer. Lo svarione, assicurano gli smanettoni di professione, è sempre, rigorosamente umano: di chi usa il computer o di chi lo ha progettato.

E a difesa del nostro compagno di vita elettronico, va detto che il più costoso intoppo della storia della tecnologia, paradossalmente si è verificato la volta che i computer hanno funzionato perfettamente. Il famoso «millennium bug», il baco informatico che doveva bloccare gli elaboratori elettronici di tutto il mondo allo scoccare dell’anno 2000, si è rivelato una sostanziale bufala. Per difendersi dalla quale sono stati allestiti comitati di specialisti in tutto il mondo, avviate costose campagne di informazione e di innovazione tecnologica. Il tutto per un totale di spesa stimato in una cifra impossibile: 500 miliardi di euro. Naturalmente quando gli orologi dei computer segnarono le ore zero-zero, minuti zero-zero dell’anno 2000, non successe un bel niente. Se non che un bel po’ di consulenti informatici stavano festeggiando su spiagge tropicali alla salute del mondo credulone.

Dal blocco dell’aeroporto di Los Angeles alla perdita dei dati fiscali di 25 milioni di cittadini britannici: a stilare una classifica dei peggiori disastri tecnologici della storia imputabili ai computer ci ha pensato la versione australiana di Zdnet, un sito molto popolare tra gli appassionati di computer. Che nei forum on line si stanno scambiando la classifica tra loro come testo umoristico. E a dimostrazione che al peggio non c’è mai fine, hanno anche iniziato a scambiarsi messaggi con possibili aggiunte alla classifica, giudicandola incompleta e non così rappresentativa. Una sorta di «turismo macabro» dell’informatica.