100.000 euro. Scommettere sulle società, però con l'aiuto dei fondi

La ricetta: sul lungo periodo
ok le obbligazioni convertibili
e i titoli dei gruppi solidi
che pagano ricchi dividendi

«Acquistare obbligazioni convertibili e azioni di società che staccano un elevato dividendo, scegliendole in modo trasversale sul mercato, indipendentemente dal settore di appartenenza». Questi i consigli di Massimo Greco, numero uno di Jp Morgan asset management in Italia, per i risparmiatori che hanno 100mila euro a disposizione. Naturalmente è sempre bene affidarsi all'aiuto di un fondo di investimento e occorre sia una certa propensione al rischio sia un orizzonte temporale lungo.

«Le obbligazioni convertibili sono interessanti - prosegue Greco - sia perché oggi passano di mano a prezzi di realizzo, sia perché consentono di investire sulle società più solide, ottenendo al contempo la diversificazione del portafoglio e un buon rendimento. Senza contare i vantaggi che verrebbero da un rialzo della Borsa». Per scegliere al meglio, può però rivelarsi prezioso il supporto di uno specialista così come per individuare i titoli a più alto rendimento da dividendo (il cosiddetto dividend yield). «Con una buona selezione, attraverso i fondi, è possibile ottenere un dividend yield del 5-6%. Con in più la sicurezza di investire solo sui gruppi solidi e ricchi di cassa ».

Inutile, invece, comprare le obbligazioni a tasso fisso e a lunga scadenza. «Sono titoli che non solo già oggi rendono poco e hanno scarso spazio di crescita, ma su cui peserà tra qualche anno anche il rischio del riaccendersi dell'inflazione», prosegue Greco. Va ricordato, infatti, che i titoli «lunghi», a differenza di quelli a breve scadenza, hanno un prezzo di mercato che può variare notevolmente. Non è consigliabile neppure addentrarsi nelle speculazioni sulle valute: «È un mercato molto nervoso e imprevedibile, dove è difficile scegliere la tempistica corretta, senza contare che il dollaro ha già scontato buona parte della crisi in atto».

Difficile, poi, visto lo scenario attuale, consigliare su quali settori investire in Borsa: la stella polare deve invece essere «scegliere i gruppi a più alto rendimento», ribadisce Greco, senza escludere alcun settore anche se i titoli bancari resteranno molto esposti agli scossoni della Borsa. Più possibilista l'ad di Azimut, Pietro Giuliani, secondo cui il mondo del credito, «essendo stato il più tartassato dalla crisi è potenzialmente molto interessante, a patto però di mantenere i nervi saldi e di affidarsi a un bravo gestore». Secondo Greco, invece, l'altra possibilità a disposizione si chiama il pericolo, sono i cosiddetti junkbond (le obbligazioni societarie ad altorischio) americani. Titoli molto speculativi ma interessanti, sia perché «offrono un rendimento prossimo al 15%, sia perché ai prezzi attuali stanno già scontando uno scenario di prolungata recessione a livello mondiale».