25 aprile, la verità della Regione è disarmante

(...) In molti credono che l’uomo in primo piano, quello sulla destra con il pizzetto, sia appunto Aldo «Bisagno» Gastaldi. E fin qui potrebbe essere un errore storico, che però non è sfuggito a un nostro attento lettore come Franco Macciò di Camogli. Che segnala come il partigiano sia Elvezio Massai, detto il «Santo», autore di un libro proprio su «Bisagno, la vita, la morte, il mistero». Un libro anche duro per molti, quello pubblicato dalla editrice «Le Mani - Microart’s» di Recco, che alla pagina 5 dell’inserto ha proprio la foto del manifesto (pubblicata in basso per gentile concessione della stessa Microart’s). Nella didascalia, curata da chi certamente non può essere messo in discussione, ci sono anche i nomi dei protagonisti dell’incontro. Da sinistra, si legge, i partigiani sono «Lesta», il «commissario Bill», «Chino», quello in piedi con gli occhiali, e il «Santo», l’autore del libro, appunto.
Ma questo è solo un errore. Il dolo, la manipolazione della verità, arriva guardando meglio la fotografia, scattata probabilmente a Rovegno. Tanto che proprio da Rovegno arriva un’altra segnalazione, un invito a fare attenzione ai particolari. Per chi non è avvezzo a consultare certi testi, il manifesto della Regione Liguria, fortissimamente voluto da Claudio Burlando per onorare la Resistenza, sembra una riproduzione originale. Confrontandola con la foto del libro del «Santo», però ci sono due anomalie. Anzi, mancano due particolari. I «fermacartine», appunto. Quei due oggetti usati per tenere ben stesa sul tavolo la piantina da studiare.
Una è una bomba a mano, l’altra una pistola. Un’«ananas» e, molto probabilmente, una Colt semiautomatica (o una Browning). Insomma due «pezzi» in dotazione all’esercito americano durante la seconda guerra mondiale. Dal manifesto della Regione sono spariti, sono stati cancellati. Il ritocco che getta un’ombra sinistra sulla storia ufficiale della Resistenza ligure apre soprattutto l’interrogativo legato ai motivi di una simile falsificazione. Che il Pd, abituato a «giocare» con le foto (ricordate la piazza strapiena per Veltroni che in realtà era un particolare di San Pietro durante l’Angelus?), abbia voluto esagerare nella santificazione dei partigiani dipingendoli come pacifisti disarmati sembra quantomeno grottesco. Piuttosto è probabile che la provenienza americana di bomba a mano e pistola (i tedeschi usavano bombe cilindriche montate sul manico) rischi di far crollare un altro mito coltivato in Liguria. Anche storici super partes hanno più volte provato a spiegare che i partigiani in Liguria avrebbero potuto liberare ben poco senza l’ausilio determinante degli alleati anglo-americani, guadagnandosi però le scomuniche dell’Anpi e dei depositari della verità storica assoluta. Di chi ha sempre voluto esagerare con l’epopea partigiana, di chi ha sempre voluto stravincere. Finendo, come in questo caso, per perdere. La credibilità.