Abruzzo, edifici pubblici posti sotto sequestro Al vaglio contributo dai redditi dei super-ricchi

Venerdì prossimo il Cdm a L'Aquila. Franceschini: &quot;Sa di passerella&quot;. Continuano i controlli: un edificio su due è agibile (54%). Il Viminale: &quot;Servono 12 miliardi per la ricostruzione&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=344009">Sottratte dalle aree terremotate le macerie</a></strong>: furti legati all'inchiesta

L'Aquila - C'è una prima cifra. Dodici miliardi di euro. Ecco quanto si dovrà trovare per ricostruire l'Abruzzo dopo il terremoto. Insieme ai tecnici al lavoro nelle aree terremotate, il governo sta studiando le misure disponibili o utilizzabili per fronteggiare il dopo terremoto. Così, mentre gli ultimi controlli parlano di circa metà di edifici agibili (54%), il governo vaglia la possibilità di un contributo dai contribuenti super-ricchi per raccogliere i fondi necessari alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo.

Controlli sugli edifici Sono 2.181 i sopralluoghi effettuati dalla Protezione civile per stabilire l’agibilità degli edifici colpiti dal terremoto. Il 54% degli edifici è risultato agibile, il 20% temporaneamente inagibile, ma agibile con provvedimento di pronto intervento, il 3% parzialmente inagibile, il 4% temporaneamente inagibile ma da rivedere con approfondimento, il 17% inagibile e il 2% inagibile per rischio esterno. Dunque su 2.181 edifici ispezionati 1.177 sono risultati agibili 441 temporaneamente inagibile, 70 parzialmente inagibile, 93 temporaneamente inagibile, 363 inagibili e 37 inagibili con rischio di crollo. "L'obiettivo - per il presidente della Regione Gianni Chiodi - è far lasciare le tende e gli alberghi agli sfollati prima dell'arrivo dell'inverno". Intanto, le scosse di terremoto non si fermano, ma procedono gli accertamenti sull'agibilità delle case, mentre l'inchiesta della magistratura sull'accertamento delle eventuali responsabilità muove i primi passi e trova i primi testimoni pronti a farsi ascoltare dalla procura.

La tassa sui super-ricchi Spunta il contributo dai redditi super-ricchi per raccogliere i fondi necessari alla ricostruzione delle aree terremotate. Secondo quanto si apprende, tra le valutazioni tecniche avviate in vista della messa a punto del decreto legge con gli interventi per la raccoltà delle risorse, si starebbe valutando anche la possibile introduzione di un prelievo aggiuntivo per i contribuenti ad alto reddito, tra i 130-140mila euro di reddito annuo. I tecnici dei diversi ministeri sono al lavoro per la messa a punto del provvedimento che non sarebbe ancora nella fase conclusiva. Si punterebbe a però a fare prima possibile e non si esclude ancora che, se si dovesse riuscire a mettere a punto l’intero pacchetto, una decisione possa già arrivare dal prossimo Consiglio dei ministri. Tra le ipotesi sul tappeto per il reperimento delle risorse rimane anche il possibile utilizzo di un "nuovo 5 per mille" in favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Nel provvedimento potrebbe cioè trovare spazio la filosofia illustrata in mattinata dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che ha prospettato l'idea di un 5 per mille "per destinare un pezzo della propria imposta ad una causa che sembra buona" ma senza togliere risorse al volontariato. "Non si toglie nulla al volontariato - ha spiegato Tremonti - sennò il 5 per mille non l’avrei pensato tanti anni fa. Si dà in più, una causale in più e soldi in più. Non soldi in meno al volontariato, ma soldi in più per il terremoto". Potrebbe in pratica arrivare un ulteriore 5 per mille che, senza togliere nulla alle organizzazioni no-profit, consenta di destinare una ulteriore quota della propria imposta alla ricostruzione in Abruzzo.

L'inchiesta della procura Sequestrate alcune aree dove sono avvenuti i crolli per il sisma del 6 aprile all’Aquila e dove sono in corso indagini per accertare modalità e materiali utilizzati nelle costruzioni. La Procura della Repubblica dell’Aquila ha proceduto al sequestro della Casa dello Studente, del Tribunale, di alcuni reparti dell’ospedale S. Salvatore e di altre aree dove in via XX Settembre dove si sono verificati crolli che hanno causato vittime.

Il Cdm all'Aquila Nessun Consiglio dei ministri è previsto per questa settimana, mentre la prossima riunione dovrebbe svolgersi la settimana prossima a L’Aquila. Secondo Gasparri "la priorità assoluta in questo momento è quella del dopo terremoto". "Il Consiglio dei ministri può prendere i provvedimenti necessari anche a Palazzo Chigi mentre la scelta de L’Aquila sa molto di passerella", ha criticato il segretario del Pd, Dario Franceschini, pur applaudendo Berlusconi per essere andato sui luoghi del terremoto. "Ma è difficile approvare operazioni che sanno molto di immagine".

Fini: "Vigilare sulle mafie" "È doveroso vigilare contro eventuali infiltrazioni mafiose nella ricostruzione delle aree dell’Abruzzo devastate dal sisma", ha spiegato il presidente della Camera Gianfranco Fini, spiegando che "in qualsiasi parte d’Italia, e per certi aspetti d’Europa e del mondo, dove ci sono enormi investimenti c’è il rischio di infiltrazioni mafiose o malavitose. È doveroso vigilare e non ho dubbi che le istituzioni saranno all’altezza". Riguardo all’idea lanciata da Grasso per la creazione di una white list delle imprese che si oppongono alle infiltrazioni criminali, Fini ha poi detto: "Tutte le proposte meritano attenzione". Il presidente della Camera ha anche difeso la scelta di tenere un Consiglio dei ministri in Abruzzo la prossima settimana: "È un’iniziativa di significato simbolico per dimostrare alle popolazioni che nonostante sia finita l’emergenza non cessa l’attenzione".