Abruzzo, un pool antimafia per la ricostruzione

La terra continua a tremare. Prende quota l'inchiesta della procura. Fini: &quot;Non transigere sulla prevenzione&quot;. Il pm accusa: &quot;Tanti testimoni, ma i costruttori non si presentano&quot;. Quattro magistrati antimafia vigileranno sugli appalti post-sisma (<strong><a href="/a.pic1?ID=345265">leggi le schede dei giudici</a></strong>)

Roma - A due settimane esatte dal terremoto in Abruzzo la terra continua a tremare. Stamani alle 9.13 l'ultima scossa: 3,1 gradi della scala Richter. La giornata di oggi si annuncia importante soprattutto per l’inchiesta della procura dell’Aquila sulle eventuali responsabilità nei crolli. Saranno ascoltati, come persone informate dei fatti, alcuni tecnici. Se dovessero emergere elementi di responsabilità a loro carico - fanno sapere dalla procura - non è escluso che possano essere invitati a ripresentarsi accompagnati dagli avvocati. Gli accertamenti della magistratura sono focalizzati soprattutto sulla casa dello studente, sull’ospedale e su uno stabile di via XX settembre, nel centro della città. Oggi, intanto riaprono le scuole: per i più piccoli sono state allestite aule-tende, mentre gli studenti delle medie dovrebbero unirsi ai loro compagni nelle città ritenute più sicure.

Il procuratore dell'Aquila Sono diverse le persone che si presentano spontaneamente per essere sentite dai magistrati o dagli investigatori che indagano sui crolli provocati dal terremoto, ma tra questi finora non c’è alcun costruttore. Lo ha detto il procuratore della Repubblica dell’Aquila, Alfredo Rossini. "Sì, qualcuno si è presentato spontaneamente: sono persone che hanno presentato denunce e magari vengono sentiti per chiarimenti. Ma costruttori, che io sappia, no", ha detto il procuratore Rossini rispondendo alle domande dei giornalisti. Il pm ha quindi confermato che finora "non ci sono indagati. Per prima cosa - ha spiegato - in questa fase vogliamo vedere oggettivamente come sono andate le cose, poi, con le perizie e con gli altri elementi acquisiti, cercheremo di risalire alle responsabilità individuali". Il procuratore della Repubblica ha quindi sottolineato che intende procedere velocemente nell’inchiesta nonostante le difficoltà logistiche e di altro tipo in cui sono costretti a muoversi. Riguardo all’ipotesi del dolo, infine, ha spiegato che "è una questione di carattere tecnico: ci sono reati che sono colposi mentre in altri si può parlare di dolo, o di dolo eventuale. Vedremo".  

Fini: accertare le responsabilità Il presidente della Camera considera "giusto il sentimento che si accertino eventuali responsabilità" nei crolli, soprattutto di edifici pubblici, nel terremoto in Abruzzo. Da Scansano, dove ieri ha partecipato alla festa nazionale dei piccoli Comuni, Fini ha espresso una posizione che è in linea con la denuncia del presidente della Repubblica il quale sabato aveva parlato di "danni aggravati da avidità e disprezzo delle regole" auspicando che si faccia luce su questo. Anche Fini ha sottolineato che la vicenda abruzzese deve indurre "gli amministratori, chi governa e i parlamentari a non transigere nella prevenzione e nel rispetto delle regole". 

Berlusconi: nuove case entro sei mesi Ricostruzione in Abruzzo in tempi da record, cinque o sei mesi al massimo: lo ha promesso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una intervista alla Radio Vaticana. "La cosa importante adesso - ha affermato - è che noi riusciamo nell’opera di approntamento di nuove case e di ricostruzione ad avere tempi brevi, perché la permanenza in tenda non può prolungarsi troppo. Stiamo lavorando al progetto di questi nuovi insediamenti, che dovremmo fare con tecniche ipermoderne e che dovrebbero consentire - ha detto - di darci delle abitazioni assolutamente confortevoli nel giro di cinque o sei mesi". 

Inail: un miliardo per le case "Nel bilancio dell’Inail è già disponibile quasi un miliardo di euro" per la ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto in abruzzo. Lo dice il presidente dell’Inail, Marco Fabio Sartori. "Ho molto apprezzato le dichiarazioni del ministro Tremonti e di altri esponenti del governo sull’opportunità che gli enti pubblici investano in abruzzo sostenendo la ricostruzione - rileva in una nota -. Inail è al fianco del governo con tutte le sua capacità e potenzialità economiche e tecniche. Abbiamo non solo grandi risorse ma siamo anche in grado e vogliamo intervenire in Abruzzo stimolando la rapida ripresa dell’economia attraverso la ricostruzione delle infrastrutture nel più breve tempo possibile". 

La terra trema ancora Una nuova scossa sismica è stata avvertita dalla popolazione. Le località prossime all’epicentro sono Pizzoli, Barete e L’Aquila. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle 9.13 con magnitudo 3,1.  Nella notte altre due scosse: alle ore 3.20 di magnitudo 2,9 e alle 4.22 di magnitudo 3,0.

Pool di magistrati per vigilare sulla ricostruzione Un pool costituito da quattro magistrati della Direzione nazionale antimafia è stato istituito dal procuratore Piero Grasso con il compito di vigilare sulla ricostruzione ed evitare infiltrazioni mafiose negli appalti. "I quattro magistrati del mio ufficio - ha detto Grasso - sono disponibili per analisi preventive ed accertamenti che potranno essere utilizzati dal magistrato de L’Aquila e dallo stesso prefetto per evitare che i soldi della ricostruzione vadano a persone diverse rispetto a quelle cui spettano". "Proprio questa mattina ho firmato il provvedimento - ha aggiunto - ci incontreremo con il ministro Maroni per vedere come impiegare il pool e mettere quindi a disposizione le nostre banche dati e l’esperienza del mio ufficio". Per il procuratore nazionale Antimafia, è, dunque, necessario ora vigilare sulla ricostruzione per "evitare in futuro i processi" come invece è avvenuto per il terremoto dell’Irpinia. Per questo sono necessari dei controlli molto più approfonditi che non si limiteranno solo al "certificato antimafia" che spesso è "raggirabile"e bisognerà individuare invece "i prestanome con macro indagini, intercettazioni o collaboratori di giustizia". Il procuratore Grasso ha anche ribadito la disponibilità della Direzione antimafia di sollevare dalle indagini antimafia già in corso i magistrati de L’Aquila per indirizzarli sulle indagini del terremoto. "È una sorta di pronto soccorso giudiziario - ha detto il procuratore Grasso - e su questo siamo disponibili".