Ad Arenzano nasce la collina degli asini

Francesco Guzzardi

Da molti anni, il santuario del Bambino Gesù di Praga e dei Padri Carmelitani di Arenzano è visitato da un numero di persone sempre maggiore, i frati Carmelitani, presenti da più di 100 anni (1904), da sempre si distinguono per i servizi offerti alle persone. Famoso è il presepe permanente, composto interamente in ceramica da opere del famoso maestro Savino di Albissola, importanti sono le scuole che dalle elementari arrivano fino al liceo e sempre richiestissimi e frequentati sono i campi estivi, rivolti ai ragazzi di ogni età e alle loro famiglie. Adesso sta prendendo corpo un progetto particolare e importante: si tratta della «Collina didattica di Arenzano», per la salvaguardia di un piccolo nucleo d’asini nani, equini domestici da secoli presenti nelle valli liguri oggi in via d’estinzione perché soppiantati dai mezzi moderni. Accanto al Santuario esiste un’area privilegiata e storica, con le Torri dei Saraceni (anno 1100) e la caratteristica grotta in pietra serpentina. In località Costa dei Frati, di proprietà dei Frati Carmelitani del Bambino Gesù di Praga, esiste una collina che oggi interessa più di un percorso della marcia «Mari e monti» e costeggia il nuovo «Sentiero degli inglesi». La nuova collina didattica si propone di far conoscere il territorio alle scolaresche così come agli anjziani, salvando al contempo gli asinelli.
Un progetto a 360 gradi come ama definirlo padre Davide, 29 anni, che spiega: «Innanzitutto dobbiamo intervenire con piccoli lavori di muratura per ristrutturare gli antichi muretti a secco, poi dovremmo costruire ringhiere e passaggi agevolati per persone con difficoltà motorie e infine è necessaria la recinzione di una grossa area che assicuri agli asinelli uno spazio vitale adeguato alla specie dell’Equus Asinus domestico». Per sostenere economicamente il progetto la Provincia di Genova, la Comunità Montana Argentea di Arenzano e l’Enpa di Genova hanno sottoscritto un protocollo d’intesa. Spiega Rosanna Zanardi, vicepresidente dell’Enpa e responsabile delle guardie zoofile genovesi: «Siamo felici di partecipare sia finanziariamente sia fornendo al Santuario alcuni asinelli. La nostra sezione di Ragusa ci spedirà alcuni “asinelli ragusani”, animali in via d’estinzione ma particolarmente utili, infatti il latte che producono è talmente puro che può essere ingerito senza alcun problema di allergie. Contiamo così di salvare anche qualche animale destinato al macello e se qualche contadino ne possiede e decide di disfarsene, ci contatti che noi lo compreremo e lo doneremo ai frati del Santuario».