Affidamento negato: si uccide davanti alle fotografie del figlio

Tragedia a Padova: un piccolo imprenditore di 35 anni, disperato perché da quando aveva
avviato la pratica di separazione dalla moglie non riusciva più a
vedere il figlio di 6 anni quanto avrebbe voluto, si è tolto la vita strangolandosi

Padova - Ha sparso sul letto tutte le foto che lo ritraevano con il figlio e con la moglie, quando ancora erano felici, poi si è tolto la vita strangolandosi con una striscia di stoffa, il nodo stretto al collo sul davanti. Così è stato trovato morto nel suo appartamento nel centro di Padova un piccolo imprenditore di 35 anni, disperato perché da quando aveva avviato la pratica di separazione dalla consorte non riusciva più a vedere il figlio di 6 anni quanto avrebbe voluto. Il giudice aveva affidato il ragazzino alla madre, lasciando che il papà potesse incontralo due giorni a settimana, uno dei quali nel week end. Non poteva però far dormire il figlio a casa sua, e questa era la cosa che faceva più male all'uomo, causa anche di un ultimo litigio con la moglie, sabato scorso. Da allora, a parte un'ultima telefonata con il padre, nessuno lo aveva più visto. E' stato il padre a trovarlo cadavere ieri pomeriggio - ma la notizia si è appresa oggi - nell'appartamento dove viveva da solo da alcuni mesi. L'anziano genitore ha chiamato subito la polizia, intervenuta con i sanitari del Suem ed il medico legale della Questura. Ma non c'era più nulla da fare. L'uomo - gli investigatori propendono per il suicidio - era morto da parecchi giorni, forse 4 o 5. Per spiegare le motivazioni del suo gesto, il 35enne ha lasciato una lettera indirizzata ai familiari in cui ricostruisce una situazione di crescente disagio e rabbia nei confronti della moglie, dalla quale si stava separando, per le difficoltà che aveva nel vedere il figlio. Nei giorni precedenti l'imprenditore aveva confidato al padre la sua profonda prostrazione. Venerdì scorso è stato l'ultimo giorno in cui ha visto il bambino. Sono stati insieme tutta la giornata, ma quando è giunta la sera, l'uomo ha cercato di insistere con la moglie per tenerlo a dormire a casa. La donna si è però rifiutata. Ha raggiunto il marito, con il quale ha avuto una accesa discussione al termine della quale ha portato il bambino con sé, rifugiandosi a casa dei genitori. E' stato questo, probabilmente, l'episodio scatenante per la disperazione del 35enne. L'uomo ha avuto sabato mattina un'ultima telefonata con il padre. Poi ha staccato il cellulare. Per alcuni giorni nessuno lo ha più sentito, ma i familiari non si sono preoccupati, perché in altre occasioni, quando era di umore nero, il giovane era solito tener spento il telefono. Invece l'uomo aveva deciso di farla finita. Nello foglio scritto a mano, trovato in casa, ha chiesto al padre di prendersi cura del bambino. Il magistrato ha disposto comunque l'effettuazione dell'autopsia per accertare le esatte cause della morte.