Aids, l'Unione europea dice  no all'emendamento anti-Vaticano

Il parlamento europeo ha bocciato un emendamento con il quale si condannavano le parole critiche di Benedetto XVI sull'uso del preservativo come mezzo di prevenzione dell'Aids

Strasburgo - Nel suo recente viaggio in Africa il Papa aveva criticato fortemente l'uso del profilattico come strumento di lotta contro l'Aids. Questa presa di posizione aveva suscitato pesanti polemiche politiche, coinvolgendo anche il mondo scientifico. Oggi il parlamento europeo ha bocciato con 253 voti, contro i 199 a sostegno, e 61 astensioni un emendamento che condannava le recenti dichiarazioni di Benedetto XVI contro l’uso del preservativo quale mezzo di lotta all’Aids. L’emendamento, firmato dal radicale italiano Marco Cappato e dalla liberale olandese Sophia in’t Veld, era inserito nel rapporto annuale dell’Assemblea sui diritti umani nel mondo per il 2008.

Cosa diceva l'emendamento Nel testo dell'emedamento l’europarlamento sottolineava "l’importanza di promuovere i diritti in materia di salute sessuale e riproduttiva quale presupposto di qualunque successo nella lotta contro l’Hiv/Aids, che causa perdite enormi in termini di vite umane e di sviluppo economico, colpendo in modo particolare le regioni più povere del mondo". Inoltre si condannavano fermamente "le recenti dichiarazioni con cui Papa Benedetto XVI ha bandito l’uso del preservativo avvertendo che il suo uso potrebbe addirittura determinare un aumento del rischio di contagio".

Diritti ed educazione Nel documento si paventava anche il rischio che tali dichiarazioni potessero ostacolare "gravemente la lotta contro lo Hiv/Aids"; poi si ricordava "che l’emancipazione delle donne contribuisce anche a contrastare lo Hiv/Aids"; infine si invitavano "i governi e gli Stati membri ad agire insieme per promuovere i diritti e l’educazione in materia di salute sessuale e riproduttiva, anche riguardo all’uso del preservativo quale strumento efficace nella lotta contro questo flagello".