Aiuti alle famiglie e al volontariato al primo posto nella carta dei valori

Il principio di sussidiarietà deve essere garantito soprattutto da una adeguata politica fiscale

Un punto programmatico significativo della Carta dei Valori del Popolo della libertà riguarda la sussidiarietà, uno dei valori della dottrina sociale della Chiesa: «Le persone e le comunità devono avere il diritto di realizzare ciò che possono grazie alla loro iniziativa. Ciò che le organizzazioni di dimensioni più piccole non sono in grado di realizzare deve essere affidato a organizzazioni di livello più alto: gli Enti locali, la Regione, lo Stato, le Organizzazioni soprannazionali. La sussidiarietà è infatti la formula base del decentramento, del federalismo, e dell’integrazione europea. Ogni attività sociale è infatti per sua natura sussidiaria».
«Noi crediamo – si legge ancora – che la politica abbia il compito di sostenere la vita e l’attività delle persone, delle famiglie, e delle comunità intermedie, non di distruggerle o di assorbirle. Per permettere alle singole persone e alle loro libere associazioni di svilupparsi al massimo grado nel campo del sociale, lo Stato deve sostenere una politica di deduzioni fiscali e una politica di destinazione fiscale, come è quella del cinque per mille, nei confronti di quei cittadini che sostengono finanziariamente il volontariato, il non profit, le associazioni private senza scopo di lucro, tutto ciò che opera nell’ambito dell’assistenza sociale e della solidarietà, della ricerca scientifica e della cultura».
Un altro passaggio importante riguarda la famiglia: «Noi pensiamo che la famiglia sia l’elemento fondamentale delle nostra società. Oggi le famiglie e la società sono sempre più frammentate. Noi pensiamo che sia invece necessario riconoscere chiaramente il ruolo attivo della famiglia, nella consapevolezza che questa non può essere sostituita da altre figure sociali». In un successivo paragrafo c’è una specificazione maggiore che suona come una presa di distanze da forme di riconoscimento giuridico delle coppie di fatto o delle unioni gay (non presenti nel programma): «Proponiamo una società basata sui valori liberali e cristiani, sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio, formata dall’unione di un uomo e di una donna, nella quale far nascere, crescere ed educare i figli».
Nel programma del Pdl c’è un accenno eplicito all’eutanasia: si afferma l’«esclusione di ogni ipotesi di leggi che permettano o comunque favoriscano pratiche mediche assimilabili all’eutanasia». Altrettanto importante è il passaggio dedicato all’aborto, che prevede il «rilancio del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori pubblici e privati per garantire alternative all’aborto per la donna in difficoltà». Secondo il programma, riconoscersi nel principio della dignità della persona umana «comporta che la scienza debba sempre essere al servizio della persona, ed esclude che la persona possa essere al servizio della scienza».
Infine, nella Carta dei valori del Pdl è detto che il «cuore» del programma è «la difesa dei principi morali e dei valori, civili e religiosi, la difesa della famiglia e delle nostre radici, l’impegno a rispettare la nostra civiltà da parte di chi entra, la difesa delle nostre imprese, del nostro lavoro».