Alassio regala una strada alle vittime dei pm

Alassio ricorda due grandi personaggi italiani. E li vuole ricordare non solo per quello che hanno fatto, ma anche per quello che hanno subito. Per il loro essere vittima della magistratura italiana che li ha perseguitati ingiustamente. E così nella città del Muretto ci sarà una targa a Enzo Tortora, che lo ricorderà non solo come grande giornalista e anchorman televisivo, ma anche come martire della malagiustizia. Così pure Edgardo Sogno, grande autore, vero antifascista seppur scomodo, medaglia d’oro della Resistenza. Ma anche vittima di assurde accuse, incarcerato come pianificatore di un colpo di stato, il cosiddetto «Golpe bianco», e poi prosciolto addirittura in istruttoria.
Il sindaco di Alassio Marco Melgrati non ha avuto esitazioni e nella seduta di giunta di venerdì ha proposto e ottenuto la delibera per l’intitolazione di due nuovi spazi pubblici ad Alassio ai due grandi italiani accomunati dal triste rapporto con la giustizia. Spiegando la scelta fatta dal suo esecutivo, Melgrati sottolinea proprio quest’ultima motivazione tra quelle che hanno portato alla dedica dello spazio pubblico. «Enzo Tortora, giornalista televisivo, scomparso da 21 anni, accusato in vita di essere mafioso e spacciatore di droga, finito in carcere sulla base delle accuse di pregiudicati della Nuova Camorra organizzata, additato al pubblico ludibrio, mostrato ammanettato mentre veniva condotto in carcere - si legge nel comunicato del Comune - La sua è una storia assurda, terminata troppo tardi con la completa riabilitazione, assolto per non aver commesso il fatto, ma minato da questa esperienza tragica nella reputazione, nell'orgoglio e soprattutto nel fisico; scomparso poi per un tumore, sicuramente conseguenza delle vicissitudini legate al suo ingiusto incarceramento; uno dei più eclatanti esempi di malagiustizia del nostro Paese».
Poi c’è lo spazio per «Sua Eccellenza il Conte Edgardo Sogno Rata del Vallino, scomparso nel 2000, monarchico, medaglia d'oro al Valor Militare per la resistenza contro i nazifascisti, internato in campo di concentramento, indagato per il cosiddetto “Golpe Bianco”, finì in cella a Regina Coeli nel 1974 sotto le accuse dell’allora pm Luciano Violante, poi diventato personaggio di spicco nel Pci/Ds ora Partito Democratico». Sogno venne poi assolto in istruttoria per non aver commesso il fatto. «Altro caso di accanimento e di malagiustizia - sottolinea Melgrati - Ho avuto l'onore di conoscerlo personalmente, in quanto uomo di cavalli, aveva preso parte a innumerevoli cacce alla volpe».
Il comune di Alassio ha intenzione, insieme con il Centro Pannunzio, di organizzare due giornate di studio e di riflessione legate a questi due personaggi, in occasione dello scoprimento delle targhe loro dedicate, invitando Francesca Scoppelliti, compagna di Tortora, presidente della Fondazione per la Giustizia Enzo Tortora, e le figlie di Edgardo Sogno, Laura e Sofia.