Da Alfano e Maroni un nuovo stop: "Ora si voti"

Il responsabile del Viminale e il Guardasigilli tornano a bocciare la soluzione del governo tecnico: "Esecutivo con chi ha perso le elezioni viola la Costituzione". Poi l'affondo di Maroni: "La Lega è indisponibile ai giochi di palazzo"

"Qualsiasi ipotesi secondo cui chi ha vinto le elezione fa l'opposizione e chi le ha perse fa il governo viola l'articolo uno della Costituzione". Il ministro della Giustizia Angelino Alfano nella conferenza stampa seguita al Comitato Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica a Palermo, chiude la porta ad ipotesi di governissimo e di governo tecnico. E con lui anche il ministro dell'Interno Roberto Maroni. Alfano definisce una "bussola molto chiara" l'articolo 1 della Costituzione che sancisce che "la sovranità appartiene al popolo". "E' il popolo sovrano che sceglie chi mandare al governo": ogni progetto di governo diverso "é in piena violazione dell'articolo 1 della Costituzione", ha concluso.

Verifica della maggioranza Alla ripresa "sottoporremo alla maggioranza alcuni punti programmatici (giustizia, federalismo, fisco e sud), in base ai quali si verificherà se esiste o meno una maggioranza in grado di governare", ha aggiunto Alfano, indicando la via maestra che verrà seguita.

Maroni: no a giochi di palazzo "Non siamo disponibili a giochi di palazzo, a ribaltoni, che tolgano al popolo sovrano il diritti di scegliere da chi vuole essere governato" . Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha ribadito in questi termini la posizione della Lega. "Se la maggioranza viene meno non c'é altro rimedio che le elezioni, che si possono fare in qualunque momento dell'anno". "Sono d'accordo con quanto dichiarato da Pierferdinando Casini, che pure in passato aveva ipotizzato governi di larghe intese: non può nascere un governo contro una parte del paese". "La Lega - ha spiegato Maroni - non è disponibile ad un governo diverso da quello esistente e a chi rievoca il ribaltone del '94 rispondo che quella era un'altra era geologica: ora c'é di fatto l'elezione diretta dei premier, con il suo nome sulla scheda elettorale".

Capezzone: il goveno tecnico sovverte il voto "Sono davvero importanti e positive le dichiarazioni rese dai ministri Angelino Alfano e Roberto Maroni. Chiunque abbia a cuore il rispetto degli esiti elettorali e la tutela della volontà popolare non può accettare ipotesi di governi cosiddetti 'tecnici' o 'istituzionali', volti a sovvertire le decisioni emerse dalle urne del 2008, e poi confermate nel 2009 e nel 2010. Sulla scheda elettorale gli italiani hanno trovato la scritta 'Berlusconi Presidente', e questo dato non può in alcun modo essere messo tra parentesi". E' quanto afferma il portavoce del pdl Daniele Capezzone.

Leoluca Orlando contro Alfano "Ci fa sorridere il ministro dell'Ingiustizia Alfano quando scende in campo a difesa dellart.1 della Costituzione che sancisce la sovranità popolare, da lui definito, oggi, una 'bussola molto chiara'', attacca il portavoce dell'Idv Leoluca orlando. "Probabilmente - sottolinea - il monito lo lancia a se stesso visto che lui, insieme al governo di cui fa parte, il primo a violare i principi costituzionali attraverso le leggi-porcata, le leggi ad personam e i vari lodi che hanno ingolfato lattività istituzionale degli ultimi tempi". "Ricordiamo al ministro dell'Ingiustizia - continua - che il presidente del Consiglio, Berlusconi, non si mai risparmiato nel criticare e attaccare duramente la nostra Carta tanto da sostenere che un inferno governare con questa Costituzione. Dunque, ci sembra che il governo ne riscopra il valore solo occasionalmente e quando gli fa comodo. Pieno rispetto dell'articolo 1, ma Alfano, nel suo ruolo di ministro, pensi a difendere anche quelli successivi, articolo 3 compreso che riconosce l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge".