Alfano: "L'Anm rispetti il legislatore" Casini: "No a quel ddl, un nuovo lodo"

Il segretario dell'Udc boccia il <strong><a href="/interni/processo_breve_senato_lanm_devastante/politica-pdl-cicchitto-immunita_parlamentare-ghedini-prescrizione-processo_breve-giustizia-governo-berlusconi-fini-giustizia/13-11-2009/articolo-id=398538-page=0-comments=1">ddl della maggioranza</a></strong>: &quot;Sfascerà il sistema giudiziario&quot;. Bersani: &quot;Il premier si faccia processare&quot;. Alfano: &quot;Valuteremo gli impatti del ddl sui processi. Ma l'Anm deve rispettare il legislatore&quot;

Roma - In un convegno a Bologna il Guardasigilli Angelino Alfano tocca i temi legati alla riforma della giustizia. Tema caldo in questi giorni. Il ministro sottolinea il rispetto della "indipendenza e autonomia della magistratura" che rappresentano "un sacro recinto che non va violato". Allo stesso tempo sottolinea: "Vorrei che anche la magistratura associata, e mi riferisco all’Anm, avesse la giusta dose di rispetto nei confronti del legislatore. Quella autonomia e indipendenza della magistratura - ha spiegato - tanto spesso rievocata dall’Anm come bandiera, come un drappo da buttare in faccia al legislatore ogni qual volta che prova a proporre un intervento di riforma". "Il giudice - ha detto ancora Alfano - è autonomo ed è soggetto solo alla legge che fa il parlamento". Dunque, secondo il ministro della Giustizia, il sistema per ottenere un giusto equilibrio dei poteri deve ottenere da parte della magistratura "lo stesso sincero riguardo verso quel popolo che a eletto un parlamento ed ha il diritto di legiferare".

L'attacco di Casini: ddl è porcheria La tensione è alta nei palazzi della politica dopo che la maggioranza ha presentato, al Senato, il ddl sul processo breve. Il tetto di 24 mesi per grado di giudizio è fortemente criticato dall'opposizione e dalle toghe dell'Anm, nonostante siano esclusi dalla riforma i processi riguardanti mafia, terrorismo o grave allarme sociale (inclusa l'immigrazione clandestina). L'ultimo attacco frontale al "ddl Ghedini" arriva da Pierferdinando Casini. "E una porcheria", dice il leader dell’Udc. L'effetto sarà quello di "sfasciare il sistema giudiziario". Unico rimedio, per Casini, è la presentazione "al più presto" di un nuovo lodo Alfano, ma questa volta come "legge costituzionale".

"Daremo voto negativo" Il leader dell’Udc non ha usato metafore per bocciare l’ultima proposta della maggioranza: "Un mio amico presidente emerito della Consulta l’ha definito un mostro giuridico, incongruente e incostituzionale. È una porcheria che dimentica le vittime dei reati, sfascia il sistema giudiziario ed equivale alla abrogazione della giustizia. È un’altra toppa che durerà fino al prossimo pronunciamento della Consulta. Noi non possiamo che dare un voto negativo".

Un'alternativa possibile Nessun margine di trattativa tra Udc e maggioranza? Non è proprio così, e Casini lo dice a chiare lettere. Siccome "lo scontro che si sta profilando lascia come unica vittima sul campo il cittadino", "l’opposizione responsabile è di fronte a un bivio: o strepita e consente una porcheria o propone una strada alternativa. Noi - ha aggiunto il leader centrista - che abbiamo sempre chiesto il dialogo sulla giustizia abbiamo il dovere di trovare una strada per uscire da questa diatriba tra Berlusconi e i giudici e per parlare di riforma della giustizia in termini seri e non in modo palesemente provocatorio".

Lo scudo costituzionale La soluzione può essere, appunto, la scudo per le alte cariche ma in forma costituzionale: "Ci vuole una intesa tra maggioranza e opposizione, i tempi sarebbero un pò più lunghi ma, del resto, io ho sempre detto che Berlusconi non sarà mai liquidato sul piano giudiziario e che una sua eventuale condanna in primo grado non può coincidere con una sua uscita di scena. In questo modo, Berlusconi dimostrerebbe di evitare scelte dissennate". C’è, poi, l’ipotesi immunità: "Noi preferiamo il lodo Alfano, ma se qualcuno la propone sarà comunque meglio rispetto allo sfascio, allo scasso, del sistema giudiziario", ha chiarito Casini. 

Alfano: chiunque può ripresentare il lodo "Noi abbiamo presentato una legge che ci è sempre sembrata equilibrata e giusta nella sua radice di fondo ed è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale. Chi dovesse ritenere giusta quella norma può avere la possibilità di ripresentarla in forma costituzionale". Così il ministro Alfano.

"Valuteremo impatti sui processi" "Come ministero stiamo già lavorando, così come anche l’opposizione e come la senatrice Finocchiaro ci ha chiesto, per fare una valutazione di impatto del provvedimento per capire materialmente l’effetto che avrà nella realtà giudiziaria del nostro Paese". "Però - avverte Alfano - qualunque sarà il risultato di questo nostro lavoro va posto a paragone rispetto ad un altro tema oggi vivo e vero che è quello delle prescrizioni che si verificano per l’infinita durata dei processi, per una macchina organizzativa della giustizia che va fatta funzionare meglio". Su questo fronte Alfano ribadisce che si punta in particolare alla digitalizzazione, alla riorganizzazione e alla semplificazione degli atti giudiziari.

Il Pdl: no alle menzogne Il vicecapogruppo al Senato del Pdl, Gaetano Quagliariello, sollecita il confronto in parlamento, ma ritiene necessario non "criminalizzare" la legge, a partire dal "no alle menzogne, perché non si può dire che questa legge cancella processi come Parmalat, Cirio e Thyssen, dicendo delle falsità". La stessa legge, ricorda, "era stata presentata la scorsa legislatura da alcuni esponenti della sinistra. E nel loro testo non erano nemmeno previsti quei restringimenti, che noi invece abbiamo inserito, proprio per evitare" che importanti processi possano estinguersi.

Brunetta e Bocchino Sul tema giustizia interviene anche il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta: "Il provvedimento lo vedo inserito in questa cultura di standard, legalità e trasparenza. Sarà comunque il parlamento a mettere insieme tutte le norme per bilanciare efficienza ed equità giudiziaria".  "Mi meraviglia - aggiunge il vice capogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino - veder dichiarare incostituzionale un testo che deve essere ancora portato in parlamento, ci sono le commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, c’è il vaglio del Capo dello Stato per la firma e poi eventualmente la Corte costituzionale". "Se poi c’è la volontà dell’Udc e di tutte le opposizioni di votare il lodo Alfano - aggiunge Bocchino - noi siamo disponibili, sempre che ci siano i due terzi e non venga usato strumentalmente in campagna elettorale referendaria per poi bocciarlo".

L'Idv: referendum "La legge che riduce i tempi dei processi segnerà la morte della giustizia. Per questo appena sarà promulgata partiremo con una campagna per raccogliere le firme per un referendum abrogativo spiegando ai cittadini l’imbroglio". Lo annuncia il presidente dei senatori dell’Italia dei Valori, Felice Belisario.

Bersani: premier si sottoponga a giudizio Per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, dopo la bocciatura del lodo Alfano il presidente del Consiglio Berlusconi dovrebbe sottoporsi ai processi. Arrivando a Ravenna per un convegno nel ventesimo anniversario della morte dell’ex segretario della Dc Zaccagnini, a una domanda dei cronisti al riguardo Bersani ha risposto: "Certo, una volta che la Corte costituzionale ha deciso così, si è determinato un chiarimento, che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, e quindi il premier deve sottoporsi a giudizio".