Alitalia-Air France, Spinetta svela il retroscena "Il primo accordo saltò per colpa dei sindacati"

Parla il presidente di Air France: "L'accordo non fu raggiunto per l'opposizione dei sindacati e il prezzo del petrolio". Berlusconi ribadisce: "L'operazione non fu ostacolata dal governo". Conti: la situazione è buona. Rilancio dei voli sulle regioni italiane

Roma - Incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il presidente di Air France e i vertici Cai. "Nel 2008 non concludemmo l’accordo su Alitalia per l’opposizione dei sindacati e per il prezzo del petrolio". Lo afferma il presidente di Air France Jean Cyril Spinetta. "Dal 2009 - prosegue Spinetta - Air France detiene il 25% del capitale di Alitalia". E il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ribadisce il concetto espresso dal manager francese: "Ribadisco che la partecipazione di Air France in Alitalia non fu ostacolata dal governo, ma furono i sindacati a dire no a quell’offerta".

Conti, situazione migliore del previsto "La situazione della tesoreria di Alitalia è addirittura migliore del previsto". Così Spinetta  commenta l’andamento della compagnia aerea nei mesi successivi all’intesa con il gruppo francese. "Questa mattina - ha spiegato inoltre Spinetta - abbiamo tenuto primo comitato esecutivo con pieni poteri e l’amministratore delegato di Alitalia, Rocco Sabelli, ha fatto il punto sulla situazione e ha mostrato come Alitalia si trovi esattamente, sia da un punto di vista commerciale che economico, in linea con il business plan stabilito all’inizio della nostra collaborazione". "Sono buone notizie - dice Spinetta - perché ci troviamo in una crisi mondiale e la situazione è difficile. Essere in linea con il piano industriale costituisce una buona novella e sono stato contento di apprendere che la situazione di tesoreria dell’azienda è migliore di quanto ci attendessimo". 

Rilancio voli su regioni italiane "Le compagnie di Sky team (Af, Klm, Alitalia, Delta) - argomenta Spinetta - movimentano già il 33% del traffico passeggeri dell’aeroporto di Venezia. Condivido l’intenzione di Colaninno e Sabelli di riprendere i collegamenti con le città e le regioni dell’Italia. Creare una vera e propria partnership per un rilancio delle città e regioni italiane". Berlusconi sottolinea: "Come capo del governo sono felice di questa collaborazione. Ho appreso con piacere il giudizio positivo di Spinetta sui primi 3 mesi della compagnia. È importante che Alitalia venda nel mondo le nostre città d’arte".

Berlusconi: tra poco servizio puntuale e confortevole  "L’Alitalia, come sapete è in un periodo di avviamento e, come in tutte le cose, la prima gestione presenta dei problemi e non poteva essere diversamente". Ma presto "il servizio sarà il servizio che tutti i viaggiatori si aspettano da una compagnia di bandiera". Il presidente del consiglio torna poi a ringraziare gli imprenditori italiani che hanno dato vita alla nuova Alitalia: "Come capo del governo sono molto felice di questa collaborazione, che si è aperta felicemente, con i dati sui primi tre mesi".

Formigoni: servizio al Nord insufficiente Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, torna a ribadire un concetto già espresso varie volte: "il servizio che l’Alitalia rende alla Lombardia e al Nord Italia è del tutto insufficiente". Secondo il governatore, infatti, la compagnia ha "tagliato le rotte intercontinentali e molte rotte internazionali, ma anche i collegamenti nazionali sono carenti nel senso che spesso i voli vengono cancellati, accorpati e ci sono dei ritardi". Per questo Formigoni torna alla carica: "Urge aprire le rotte nazionali, la stessa Roma-Milano, ad altre compagnie che potrebbero, in concorrenza con Alitalia, garantire un servizio migliore a prezzi più bassi. Quelli del Roma-Milano sono veramente inaccettabili". 

Bersani: truffa di Stato "Sono favorevole a questi incontri ma la prossima volta Berlusconi chiami a partecipare anche gli azionisti, i contribuenti e i lavoratori cassaintegrati, perché a questo punto mi pare giusto tirare le somme con tutti su una vicenda per cui tanti hanno da chiedere conto al governo". Così il responsabile economico del Pd, Pierluigi Bersani, commenta l’incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, il presidente di Air France e i vertici Cai. In particolare, Bersani chiede al governo una risposta chiara su "dove è finita quella garanzia di continuità aziendale che aveva promesso e che ha intrappolato in una truffa di Stato migliaia di cittadini. Non mi piace - conclude Bersani - che il governo si metta a guidare aerei, deve rispondere sulla truffa che ha fatto ai danni dei contribuenti".

Di Pietro: compagnia svenduta "Berlusconi mente sapendo di mentire. Sa bene che a imporsi sul caso Alitalia e a far saltare la trattativa furono la Lega e Forza Italia. Infatti, dissero che era importante salvare l’italianità della compagnia di bandiera e che ci avrebbero pensato loro con una nuova cordata". Lo dice il presidente dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, "invece è stata una vera e propria truffa nei confronti degli italiani: i debiti li stanno pagando tutti i cittadini, i posti di lavoro sono andati persi, così come l’italianità che è stata svenduta ai soliti furbetti del quartierino. Insomma, è stata questa la soluzione che il governo Berlusconi ha trovato sul caso Alitalia".