All’Alberghiero controlli per altri due mesi

(...) frequentava la scuola e la successiva positività al test cutaneo di quattro suoi compagni di classe, tra gli studenti e le loro famiglie si è diffuso un certo nervosismo e in molti hanno deciso di rimanere a casa qualche giorno. «Oggi in classe eravamo pochissimi» dice un'allieva e riferisce di sussurri convulsi in corridoio tra ragazzi ma anche tra professori.
Mentre gli esperti della Asl 3 e il preside Enrico Alloero invitano alla calma, quindi, sono tante le persone che ancora temono di trovarsi a che fare presto con la Tbc. Come spiegato da Valter Torello, responsabile del Nucleo operativo delle malattie infettive della Asl 3 del capoluogo ligure, non c'è però da preoccuparsi in quanto la malattia è a bassa contagiosità e la situazione è completamente sotto controllo. «Non mi convincono - ribatte una mamma - per fugare ogni dubbio io porterò comunque mia figlia alla Asl per ulteriori accertamenti». E la stessa voce riecheggia un po' in tutta Genova, nei quartieri dove abitano le famiglie degli studenti, e soprattutto sul 17, l'autobus di chi dalla stazione Brignole raggiunge con i mezzi pubblici l'Istituto. La notizia, insomma, ha cancellato in un colpo dalla mente di tutti questi giovani, futuri chef o gestori d'albergo, i mugugni quotidiani per il rigido regolamento della scuola o per gli episodi di bullismo a quanto pare in crescita negli ultimi due anni. Racconta una studentessa di 19 anni che conosce bene la realtà del Marco Polo: «Ora siamo tutti allarmati per la questione della tubercolosi».
Per il caso Tbc, i più arrabbiati sono però i genitori che continuano a contattare in massa il centralino della scuola e che ritengono poco adeguato l'atteggiamento della Asl: «Questa mattina - dice una mamma - mi hanno mandata via dicendo che la profilassi non prevede i test su chi non fa parte della classe del ragazzo malato». E sottolinea contrariata come sarebbe stata opportuna una particolare attenzione nei confronti di questa struttura che prepara pasti per la Media Diaz e che condivide una palestra con il Liceo Artistico Paul Klee. Voci di preoccupazione particolare, inoltre, sono giunte per tutti quei giovani disabili che, a causa delle loro patologie, hanno le difese immunitarie basse e potrebbero, quindi, essere facilmente vittime di contagio.
La Asl da parte sua ha fatto saper che i controlli sulla classe del ragazzo brasiliano ammalato proseguiranno per almeno due mesi, al fine di conoscere in maniera tempestiva qualunque altra situazione a rischio dovesse presentarsi. Ma la gestione del caso ha creato allarme anche in Regione dove, mentre l’assessore alla Salute Claudio Montaldo ridimensiona il problema, non così la pensa Gianni Plinio capogruppo di An. «Serve un attento monitoraggio sui casi di Tbc polmonare al Marco Polo - dice Plinio -, serve anche un corretto monitoraggio sulla popolazione immigrata in città: infatti secondo il segretario generale della Società Europea di Malattie infettive l’aumento di casi di Tbc avviene nelle città dove è più forte l’immigrazione».