Allarme Aids, 3 casi a settimana

La Liguria è al primo posto in Italia in quanto a numero di nuovi casi di Aids per 100.000 abitanti. Lo rivela il report annuale 2006/2007 sull’Aids redatto dal Dipartimento Salute e servizi sociali della Regione Liguria per monitorare l’andamento e la diffusione del virus, come raccomandano le organizzazioni internazionali e come indica il Piano sanitario nazionale, con l’obiettivo primario di ridurre l’incidenza della mortalità e delle conseguenze negative delle infezioni da Hiv.
Il dossier è stato presentato dall’assessore regionale alla Salute Claudio Montaldo, da Giancarlo Icardi del Dipartimento di Scienze della Salute, sezione Igiene e medicina preventiva dell’Università di Genova, da Claudio Viscoli, responsabile della Clinica Malattie Infettive dell’Università di Genova e da Marco Bussadori, presidente del coordinamento ligure persone sieropositive. Dopo il minimo storico raggiunto nel 2005 con 3,2 casi per 100mila abitanti, l’incidenza di Aids ha cominciato a salire fino ad arrivare nel 2006 a 4,8 casi che hanno collocato la Liguria al primo posto in Italia..
Tra le donne affette da Aids, la metà ha dichiarato di avere un partner tossicodipendente e circa il 47 per cento di aver avuto «un partner non determinato». Invece tra gli uomini affetti da Aids la frequenza maggiore si è osservata per partner omosessuale (30,2 per cento) e bisessuale (25,9 per cento), seguita da partner non determinato (25,4 per cento) e rapporti con prostitute (13.7 per cento). Tra i casi di Aids notificati in Liguria sono inoltre pressochè scomparsi quelli derivati da esposizione a emoderivati e trasfusioni o la trasmissione verticale da madre sieropositiva a neonato. In questi anni sono aumentati invece i soggetti con Aids viventi: se infatti la quasi totalità di persone colpite da Aids prima del 1993 è deceduta, dopo il 1996, a seguito dell’introduzione dei farmaci inibitori della proteasi, si è potuto osservare come sugli 844 casi notificati fino al giugno 2007, i soggetti ancora in vita siano oltre il 78 per cento (661/844).