Allarme giovani, oltre uno su cinque è antisemita

Il razzismo viaggia soprattutto su social network

In Italia, come in tutta Europa, si registra «una forte ripresa» dell'antisemitismo. Un fenomeno che riguarda, in particolare, i giovani e i giovanissimi. È quanto si legge nell'indagine conoscitiva approvata dalle commissioni Affari costituzionali ed Esteri della Camera. Nell'indagine emerge la preoccupazione per un fenomeno che non è affatto sconfitto: «La diffusione dell'antisemitismo tra i giovani e i giovanissimi in tutta Europa, compresa l'Italia -rimarca il testo- è la questione di rilievo politico che deve destare maggiore allarme». Secondo una ricerca svolta dallo Iard per l'Osservatorio sui fenomeni di xenofobia e razzismo della Camera dei deputati, in Italia il «22 per cento di giovani dimostra antipatia nei confronti degli ebrei». Nei ragazzi, avverte l'indagine, l'antisemitismo tende a confondersi con la critica a Israele e al sionismo, per cui «l'ebreo immaginato si sovrappone all'immagine del soldato israeliano». Appare dunque «cruciale» il ruolo della scuola nella «prevenzione del diffondersi di atteggiamenti antisemiti tra i ragazzi». Una parte dell'indagine è dedicata al fenomeno on line: si è passati dai 5 siti antisemiti censiti nel 1995 agli ottomila del 2008. «L'avvento di internet ha trasferito e amplificato a dismisura quanto prima avveniva in forma residuale e ridotta con graffiti sui muri delle città o in certe pubblicazioni di nicchia». Ma a dare la spinta al fenomeno sono soprattutto i social network. A questo proposisto, la legge Mancino che di fatto ha determinato la sparizione di movimenti skinhead è uno strumento «inadeguato» rispetto al diffondersi di internet e dei social network. Il testo approvato definisce l'antisemitismo on line un «problema globale cui contrapporre una reazione globale». Bisogna intervenire sui provider, incoraggiando le best practices per monitorare e oscurare i siti che «siano veicolo di brutale odio».