All'Italia il primato dello spreco d'acqua

Secondo Eurostat gli italiani sono i meno attenti
all’utilizzo delle risorse idriche in quasi tutti i settori: urbano, agricolo e industriale. Modificando le cattive abitudini e apportando miglioramenti tecnici si potrebbe risparmiare il 40% del consumo

L’Italia è lo stato membro dei Ventisette ad aver utilizzato il maggior volume di acqua nel 2002. Secondo i dati Eurostat, nel 2002 il nostro Paese ha utilizzato un totale di 56mila 200 milioni di metri cubi d’acqua, guadagnandosi la vetta della classifica europea. È quanto emerge da un rapporto diffuso dalla Commissione di Bruxelles sulle potenzialità europee per il risparmio dell’acqua.

Sempre secondo i dati Eurostat, l’Italia è immediatamente seguita dalla Germania (40.364 milioni di metri cubi) e la Francia (29.820). Insomma gli italiani sono i meno attenti all’utilizzo del prezioso elemento in quasi tutti i settori studiati: urbano, agricolo e industriale, con l’unica eccezione del campo energetico, dove veniamo superati da Francia e Germania.

Secondo una nota diffusa dalla Commissione lo studio condotto stima che l’utilizzo dell’acqua nell’Ue potrebbe essere ridotto del 40% «attraverso i soli miglioramenti tecnici e - continua la nota - cambiamenti nel comportamento dei singoli o nei metodi di produzione potrebbero aumentare ulteriormente il risparmio». Per esempio, l’introduzione di semplici tecnologie nella distribuzione dell’acqua nelle case, conclude il rapporto, potrebbe portare ad un risparmio giornaliero di 150 litri d’acqua per persona in media.

Allo stesso modo, «l’impiego di tecnologie per il risparmio dell’acqua nel settore industriale e agricolo - spiega la nota - potrebbe ridurre gli eccessi del 43%, mentre misure per l’efficienza dell’acqua potrebbero abbattere gli sprechi fino a un terzo». La scarsità idrica nell’Ue, è un fenomeno in diffusione e non più un problema circoscritto al sud-Europa, riferiscono ancora i tecnici di Bruxelles. «In un mondo afflitto dalla crescente scarsità d’acqua e dalla siccità dobbiamo porre fine al tremendo spreco d’acqua nell’Ue», avverte il commissario Ue alle politiche ambientali, Stavros Dimas, assicurando che «significativi risparmi sono possibili».

In questo contesto, Bruxelles ha adottato a luglio una comunicazione sulla «scarsità d’acqua e siccità» che presenta una serie di opzioni politiche per rispondere al problema. Tra le opzioni vagliate compare «la necessità di imporre il giusto prezzo sull’acqua», ma anche l’attuazione del principio «chi più usa, più paga», così da colpire gli spreconi ed indurre i cittadini europei ad «installare una serie di dispositivi su rubinetti, docce e toilettes per ridurre il consumo di acqua nelle singole abitazioni».