Alta Roma: l'abito-Colosseo di Rami Al Ali e il bon ton di Nino Lettieri

Una mostra dedicata a «Issey Miyake: l'origine del plissè» e la microcapsule collection di Alessandra Giannetti, presentata ad Edocity.
Lunedì, assisterà alla sfilata di Tony Ward la miliardaria Mouna Ayoub, che ha una collezione di 10 mila abiti di alta moda

L'abito Colosseo di Rami Al Ali, il bon ton lussuoso di Nino Lettieri, gli effetti tridimensionali con i virtuosismi dei plissè scultorei di Issey Miyake. La quarta giornata di Alta Roma si apre con la sfilata al Santo Spirito in Sassia del siriano Rami Al Ali, considerato nei paesi arabi lo stilista numero 17. Nella nuova collezione fa un omaggio a Roma e s'ispira per gli abiti ai suoi monumenti, dal Colosseo a Palazzo Venezia eFontana di Trevi, oltre che alle luci che avvolgono la capitale.

Su forme, tessuti e ricami si proiettano le nuances delicate dell'alba, la brillantezza cangiante della città che prende vita, l'ardore del tramonto, l'oscurità profonda della notte. Oro pallido, beige, bronzo, viola, rosso, nero. I colori giocano con le luminosità dei tessuti e gli abiti esaltano il corpo di donna elevata a dea dell'antichità. Una coda di quattro metri, impreziosita da una cascata di fiocchi, arricchisce l'abito da sposa nel gran finale.

La seconda sfilata nel calendario di Alta Roma è quella di Nino Lettieri, che vuole ritornare alle presentazioni delle collezioni nei salotti degli inzi dell'alta moda. Il giovane creativo porta nella lussuosa hall di un grande albergo romano, 10 capi di eleganza sofisticata e lussuosa. Bianco e nero, righe di varie dimensioni, nude look. Le forme sono geometriche, i tessuti floreali a rilievo, i ricami di raffia in oro e nero, i volants in pelle traforata al laser. Tanto nero e pizzo chantilly, righe irregolari, giacche con spalline militari intarsiate di ricami di cristalli e micro-paillettes. Uno stile molto anni Settanta, spesso vistoso, da signora con autista e limousine, che ricorda in modo esplicito icone della bellezza come la Capucine dell'episodio «La smemorata» nel film «Le fate» con Alberto Sordi.

Mentre gli stilisti di oggi cercano nuove soluzioni guardando al passato ma più ancora al futuro, un grande maestro si celebra nella mostra dedicata a Issey Miyake: «L'origine del plissè».
All' Elizabeth The First Gallery, con 40 abiti tridimensionali dello stilista giapponese dei primi anni ' 80, si ripercorre la storia dell'elaborazione pieghettata, dalle creazioni delle minoranze etniche alle suggestioni di Mariano Fortuny.

Ben diverso nella sua sperimentazione moderna, per certi versi giapponese, lo stile di Alessandra Giannetti, che presenta la sua microcapsule collection ad Edocity, nel rione Monti.
Dopo Pitti a Firenze e prima di Milano e Parigi, arrivano anche a Roma le ultime creazioni di questo fashion brand, che ha creato nella capitale uno spazio di ricerca e sperimentazione tra moda, arte e design.

Ecco una microcapsula essenziale che prende forma dal movimento; il completo di tre pezzi con giacca impermeabile, abito che si personalizza come gonna o vestito e shopping bag che si trasforma in portaabito e infine il modello che rappresenta l'estrema sintesi di una ricerca caratterizzata da mobilità, versatilità e leggerezza. Il progetto, interamente made in Italy, ha tre versioni: basic, special e limited edition, realizzate in cotone, seta e lino, naturali e impermeabilizzati, nei colori bianco, nero, grigio e sabbia.

Domani mattina è attesa la sfilata al Santo Spirito della milanese Raffaella Curiel e la sera quella di Renato Balestra. Ci sarà anche, per la nona volta, il giovane stilista libanese Tony Ward. E seduta in prima fila si annuncia la celebre imprenditrice Kuwaitiana di nascita ma libanese di adozione, Mouna Ayoub, habituè delle sfilate parigine, che a Roma non aveva mai messo piede .
La miliardaria è tra le donne più ricche del mondo e la più grande collezionista di haute couture. Di modelli, infatti, ne possiede oltre 10 mila.